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Il Monastero di S Bartolomeo

 E’ uno dei quattro monasteri benedettini edificati in Sicilia da Ruggero il Normanno.
Costruito in gran parte con i blocchi di pietra delle mura greche e con materiale prelevato dalle rovine che ricoprivano la rocca distrutta dai saraceni, il monastero, con il suo chiostro,sorgeva addossato alla chiesa omonima. Successivamente la chiesa sarebbe stata trasformata in cattedrale a tre navate;

questo ampliamento comporto’ l’inglobamento di un lato del portico del chiostro nella navata di destra della cattedrale.
E’ stato quindi costruito il palazzo del Vescovo e gli spazi che rimanevano del portico del chiostro e del cortiletto interno sono stati utilizzati in altro modo.

Per lungo tempo le splendide colonne, i capitelli e le volte a crociera sono state inglobate in spessi muri che hanno spezzato i volumi originari, facendo perdere, fino agli anni ‘70, persino la memoria della loro esistenza. Finalmente nel 1979 la Soprintendenza ha dato inizio ad una lunga e difficile opera di

riscoperta e di recupero dei resti del monastero
 e del chiostro che si e’ protratta fino ai nostri giorni; cosi’ oggi si possono visitare i resti dell’antico monastero, aperto su tre lati su un cortiletto interno, ritmato da una teoria di colonne e capitelli, di volte a crociera e conci megalitici, realizzati utilizzando

sapientemente materiali di spoglio dai templi classici recuperati da quanto restava delle distruzioni arabe dell’838.
Ognuna delle colonne risulta, cosi’, diversa dalle altre per diametro e tipologia: ve ne sono di lisce e di scanalate, in pezzo unico o in piu’ parti. In modo altrettanto vario, i capitelli sono stati decorati con figure zoomorfe, secondo la tradizione figurativa bizantina delle maestranze calabro-sicule che devono aver edificato il monastero.

 

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