ISOLE EOLIE: LIPARI-SALINA-VULCANO-PANAREA-STROMBOLI-ALICUDI-FILICUDI   :: NESOS :: nature culture tourism research ::
:: Isole Eolie :: attività permanenti ..isola..  


ITINERARI




LIPARI (1)
"Antichi vulcani di Lipari"
L'itinerario parte dalle vecchie cave di caolino, utilizzate già in età greca, che si aprono tra i "timponi" (le formazioni geologiche più antiche di Lipari) della costa occidentale; si attraversa un'area ricca di fumarole, dove è presente una piccola sorgente termale, indizio dell'attività vulcanica che ancora oggi si osserva in quest'isola.
Si prosegue costeggiando le pareti di Timpone Pataso, costituite dai depositi vulcanici che hanno riempito un lago esistito nella zona intorno a 100.000 anni fa; questi tufi sono ricchi di fossili vegetali, e tra le specie trovate dai ricercatori di Nesos, che hanno effettuato uno studio paleobotanico della zona, vi sono l'alloro, l'endemico citiso delle Eolie e la palma nana.
Soltanto quest'ultima, che dà il nome alla località sottostante (Palmeto), sopravvive però ancora oggi nelle estese praterie che ricoprono questo versante dell'isola; insieme alla palma, vi si trovano altre rare piante, tra le quali molte orchidee spontanee, dalla vistosa fioritura primaverile.
Il sentiero costeggia poi la costa rocciosa a picco sul mare, dove nidificano colonie di gabbiani reali e altri uccelli marini e dove si possono osservare numerose specie di uccelli migratori.
L'itinerario si conclude con la visita alla tholos termale di San Calogero, unico esempio di architettura micenea rinvenuto fuori dalla Grecia. È un percorso completo e molto suggestivo sotto il profilo paesaggistico, che offre interessanti spunti per approfondimenti sulla geologia, la fauna, la flora e la storia dell'isola.

Antichi vulcani di Lipari Antichi vulcani di Lipari Antichi vulcani di Lipari Antichi vulcani di Lipari



LIPARI (2)
"Monte Chirica e Monte Sant'Angelo"
Dalla borgata contadina di Quattropani si raggiunge Monte Chirica, la cima più alta dell'isola (602 m s.l.m.), il cui versante meridionale è interamente costituito dalle pomici che si sono depositate durante le eruzioni del vicino Monte Pelato, oggi spento ma attivo ancora 1500 anni fa.
Su questo suolo, dove predomina il colore bianco, si è insediata una fitta macchia mediterranea a erica, corbezzolo, ginestre, cisti, con isolati castagni e lecci che testimoniano una sua maggiore estensione in passato.
Numerose le particolarità floristiche presenti nella zona e le possibilità di osservare diverse specie di uccelli che vi nidificano o vi hanno il loro territorio di caccia: i grandi corvi imperiali, che alle Eolie presentano una densità di popolazione veramente impressionante, i gheppi e le poiane, oltre a un vasto numero di silvidi e altri passeriformi.
Superato Passo dei Funghi e Vallone Bianco, si prosegue alla volta dell'antico cratere di Monte Sant'Angelo, e infine alla strada che riconduce a Lipari.

Monte Chirica e Monte Sant'Angelo Monte Chirica e Monte Sant'Angelo Monte Chirica e Monte Sant'Angelo Monte Chirica e Monte Sant'Angelo



VULCANO (3)
"Il Gran Cratere dell'Isola di Vulcano"

Il Gran Cratere (o Fossa) di Vulcano è stato teatro dell'ultima, devastante eruzione della storia dell'isola, avvenuta tra il 1888 e il 1890.
Le antiche cave di zolfo che vi sorgevano ospitano oggi fumarole molto attive e intensamente monitorate dai vulcanologi, che controllano il rischio di un eventuale "risveglio" di questo cratere.
La visita alla sommità, che comunque non presenta alcun pericolo per gli escursionisti, permette di godere di una splendida vista sulle altre isole dell'arcipelago e sulla vasta "caldera" vulcanica di Lentia, formatasi a seguito di un imponente collasso vulcano-tettonico, che attraverso le sue geometrie naturali racconta la dinamica e l'evoluzione della formazione dell'isola, una delle più "giovani" delle Eolie.
I versanti del Gran Cratere ospitano invece interessanti formazioni vegetali "pioniere", che hanno saputo adattarsi e colonizzare i depositi di sabbia e di lava nell'arco di un secolo, e che sono caratterizzate dalla dominanza dell'endemica ginestra del Tirreno (Genista tyrrhena), un "gigante" del suo genere, in fioritura alla fine della primavera.
L'itinerario comprende inoltre la visita a un'area privata attrezzata, dove sono presenti altre intense manifestazioni vulcaniche secondarie (i celebri "fanghi" e le acque calde), e al Centro Vulcanologico che sorge nei pressi del Porto, dove i vulcanologi impegnati nel monitoraggio del cratere illustreranno gli strumenti utilizzati e le loro attività.

Il Gran Cratere dell'Isola di Vulcano Il Gran Cratere dell'Isola di Vulcano Il Gran Cratere dell'Isola di Vulcano Il Gran Cratere dell'Isola di Vulcano



SALINA (4)
"Il bosco nell'isola: la Riserva Naturale di Monte Fossa delle Felci"

La visita alla Riserva Naturale Orientata di Monte Fossa delle Felci, una tra le prime aree protette istituite in Sicilia, rappresenta una delle tappe più "sorprendenti" dell'itinerario naturalistico nell'arcipelago.
Una folta macchia ricopre infatti le pendici di questo antico cratere, il più alto delle Eolie (962 m s.l.m.); nella parte sommitale si attraversa un vero e proprio "bosco" mediterraneo, in parte riforestato, con maestosi castagni, pini, eriche, corbezzoli, lecci, felci aquiline, orchidee, funghi, che costituisce un esempio abbastanza "inusuale" di paesaggio vegetale per un'isola mediterranea, ricordandoci come queste dovevano presentarsi prima dell'arrivo dell'uomo.
L'itinerario si presta agli approfondimenti a carattere botanico ed ecologico, ed è indicato a chi vuole fare fotografia naturalistica durante tutte le stagioni dell'anno; inoltre, la vegetazione offre rifugio a una ricca avifauna, con diverse specie nidificanti come la rarissima magnanina (Sylvia undata), l'usignolo di fiume, la poiana, il gheppio, il pellegrino, mentre ancora più numerose sono quelle presenti durante le migrazioni.

Il bosco nell'isola: la Riserva Naturale di Monte Fossa delle Felci Il bosco nell'isola: la Riserva Naturale di Monte Fossa delle Felci



PANAREA (5)
"Punta del Corvo e Castello di Salvamento"

La prima meta è Punta del Corvo, il maggiore rilievo dell'isola (420 m s.l.m.), che si raggiunge attraversando uliveti abbandonati, terrazzamenti, muretti a secco e una fitta macchia di cisti che ammanta la sommità dell'isola.
Da qui si dominano le falesie che si sono formate in seguito al collasso vulcano-tettonico della parte occidentale di Panarea, avvenuto decine di migliaia di anni fa.
Queste rupi rappresentano il sito botanico più importante ed espressivo dell'arcipelago: ospitano infatti una flora di straordinario interesse, che comprende numerose specie minacciate o esclusive, come la rarissima silene vellutata delle Eolie (Silene hicesiae), endemica di poche isole dell'arcipelago e protetta da una direttiva della Comunità Europea; molte di queste hanno sviluppato particolari forme di adattamento ecologico e morfologico per sopravvivere in un ambiente tanto ostile e selettivo.
La primavera e l'inizio dell'estate rappresentano il periodo più adatto per osservare e fotografare queste piante; alla fine dell'estate la principale attrattiva di questo percorso diviene invece la presenza di una colonia di falco della regina (Falco eleonorae), animale-simbolo delle piccole isole mediterranee, dove torna ogni estate a nidificare.
In tutti i periodi è possibile anche osservare numerose specie di uccelli nidificanti o che transitano durante le migrazioni.
Tornando verso la costa, si prosegue in direzione di Punta Milazzese per visitare il villaggio dell'Età del Bronzo che sorge sul promontorio.

Punta del Corvo e Castello di Salvamento Punta del Corvo e Castello di Salvamento Punta del Corvo e Castello di Salvamento Punta del Corvo e Castello di Salvamento



FILICUDI (6)
"Villaggi abbandonati e antiche sorgenti"

Si percorre il sentiero che dal Porto conduce al villaggio abbandonato di Zucco Grande, disabitato da quasi un secolo per effetto dell'abbandono delle isole minori verso l'Australia e altre mete, cominciato alla fine del XIX secolo; poi a Vallone Fontana, dove è presente una piccola sorgente di acqua dolce dentro una suggestiva grotta, ricoperta interamente di capelvenere (Adianthus capillus-veneris) e altre felci.
Si prosegue lungo il versante settentrionale di Fossa delle Felci, immersi nella macchia mediterranea a erica e corbezzolo; tornati al Porto è facoltativa la visita al villaggio preistorico di Capo Graziano.

Punta del Corvo e Castello di Salvamento Punta del Corvo e Castello di Salvamento Punta del Corvo e Castello di Salvamento





Avete un itinerario particolare da organizzare?

Contattateci scrivendo a nesos@nesos.org oppure telefonate a 090.9812953


 
Nesos - Associazione pro isole - Corso Vittorio Emanuele, 24 - 98055 Lipari (ME) - Italy - tel./fax +39.090.9812953 - nesos@nesos.org
2003©All texts and photos by Nesos - webdesign by kukilab