“Shark Powder”
distribuito da
Gaia San International Ltd
Da
milioni di anni, gli squali non hanno subito significativi processi
evolutivi e la durata della loro vita è più lunga rispetto alle
altre specie marine.
Il segreto di questa
grande capacità di sopravvivenza è stata individuata da numerosi
ricercatori nello SCHELETRO CARTILAGINEO che insieme ad altri
tessuti fortifica il loro sistema immunitario.
La potenza indotta
dallo scheletro cartilagineo al SISTEMA IMMUNITARIO è così efficace
che permette loro di sopravvivere in ambienti estremamente inquinati
senza contrarre malattie, ed anche le ferite più devastanti si
rimarginano in breve tempo rimanendo libere da infezioni.
Ma la cosa
straordinaria è che non si ammalano di CANCRO!
Nella struttura
scheletrica il segreto della sua forza!
Che
cos’è la Cartilagine di Squalo?
La Cartilagine di
Squalo come tutte le altre cartilagini è formata da Condrociti che
producono macroproteine, mucopolisaccaridi e fattori ANTI
ANGIOCENICI (molecole che impediscono ai vasi sanguigni di invadere
la cartilagine). Nei bovini la cartilagine è circa lo 0,5% del peso
totale, mentre negli squali è il 6%, circa 12 volte di più, ma nella
cartilagine di squalo l'attività ANTI ANGIOGENICA è circa 1000 volte
superiore a quella bovina. La Cartilagine di Squalo è dunque una
fonte privilegiata di FATTORI ANTI - ANGIOCENICI.
L'utilità della
Cartilagine di Squalo come complemento alimentare
I fattori Anti
Angiogenici contribuiscono ad impedire la crescita della rete
vascolare in aree in cui la proliferazione di vasi sanguigni sarebbe
devastante. Gli studi più importanti eseguiti negli ultimi 20 anni
sull'utilizzazione della Cartilagine di Squalo contro le
neovascolarizzazioni riguardano principalmente:
|
Ø
Le
MALATTIE DEGENERATIVE
(artrite, artrite reumatoide, artrosi, cervicale e
osteoporosi)
Ø
Le
MALATTIE DELLA PELLE
Ø
L’
ASMA BRONCHIALE
Ø
La
MEDICINA SPORTIVA
Ø
La
VETERINARIA
Ø
La
TERAPIA
ANTITUMORALE
|
|
I tumori sono
tessuti nuovi la cui base è composta da cellule che crescono in
forma incontrollata. Per crescere pero' il tumore necessita la
costruzione di una propria rete di vasi sanguigni dalla quale
attingere il proprio nutrimento. Il Dr. Folkman, considerato il
pioniere nello studio dell'inibizione dell'angiogenesi( la capacita'
di creare nuovi vasi sanguigni) ha dimostrato che se un tumore non
puo' stabilire la propria rete di vasi sanguigni, fermera' la sua
crescita a una grandezza di 1-2 mm.
La cartilagine di
squalo e' in grado di bloccare il processo di angiogenesi impedendo
quindi al tumore di svilupparsi. Questa proprietà inibitrice dell'angiogenesi
è associata ad una proteina che fu trovata in una concentrazione
mille volte maggiore nella cartilagine di squalo che in quella di
qualsiasi mammifero. Un aspetto prezioso della cartilagine di
squalo, comparato ad altri componenti della inibizione dell'angiogenesi,
è la non tossicità. Dopo oltre sette anni di ricerche non sono stati
riscontrati casi di intossicazione nel suo utilizzo.
La comprensione
della parola angiogenesi può essere migliore analizzando la frase
nelle sue radici greche : angio e genesi. Angio dal greco ” vasi
sanguigni o vaso linfatico “ , e genesi “ originare, creare “.
Aggregando la parola inibizione, abbiamo una frase descrittiva, per
un composto il quale, previene o riduce la crescita di nuovi vasi
sanguigni. Nei bambini l’angiogenesi è un processo normale, negli
adulti, tuttavia, con uno stato vascolare completamente sviluppato,
la riattivazione dell’angiogenesi può portare a gravi conseguenze.
Prima di
considerare un approccio alternativo o complementare come la
cartilagine di squalo, consigliamo di consultare il proprio medico
per verificare se tale terapia non contrasta con quelle da lui
prescritte.
Un
po’ di storia…
Judah Folkman, del
Children’s Hospital di Boston, sin dagli anni settanta teorizzò, ciò
che in seguito venne confermato da molte ricerche scientifiche, che
molte patologie quali l’artrite reumatoide, la retinopatia diabetica
ed alcune forme di cancro non possono crescere senza una rete vasale
che li nutra e che rimuova le sostanze di scarto e pertanto
l’inibizione dello sviluppo dei vasi sanguigni (angiogenesi)
potrebbe rappresentare una valida terapia (1). Egli giunse a queste
teorie osservando che negli studi condotti impiantando su organi
isolati di animali di laboratorio (in vitro) dei tumori, essi
aumentavano solo di pochi millimetri mentre se gli stessi tumori
venivano impiantati in vivo su cavie di laboratorio i tumori
crescevano sino ad uccidere l’ospite. Si scoprì che ciò succedeva
perchè l’endotelio capillare degli organi isolati (in vitro) va
rapidamente incontro a degenerazione causando la necrosi dei
capillari stessi e pertanto impedendo al tumore di ricevere le
sostanze nutritive necessarie per aumentare a dismisura. La ricerca
di un inibitore dell’angiogenesi è iniziata sin da allora su un
tessuto : la cartilagine.
Perchè la cartilagine ?
La particolarità
della cartilagine è di essere avascolarizzata e pertanto si ritenne
che contenesse un
inibitore dell’angiogenesi.
Verso la metà degli anni Settanta la rivista ‘Science’ pubblicò un
lavoro importante di due ricercatori del M.I.T. , Langer e Lee, che
dimostrarono che la cartilagine presente nella spalla di vitello
era in grado di inibire la vascolarizzazione dei tumori solidi.
Nel loro
esperimento Langer e Lee praticarono una infusione di estratto di
cartilagine bovina a conigli e topi non riscontrando nessun segno
di tossicità ma confermando l’arresto dello sviluppo di tumori
impiantati essendo bloccata l’angiogenesi. Detti studi subirono un
rallentamento dovuto principalmente alla scarsità di cartilagine
nei bovini e pertanto alla difficoltà di reperire la materia prima
del loro studio.
La soluzione venne
quando fu preso in considerazione l’animale cartilagineo per
eccellenza : lo Squalo.
Lo
squalo
Gli squali sono fra
i vertebrati più primitivi e sono sopravvissuti per quattrocento
milioni di anni senza andare incontro a mutazioni considerevoli in
quanto perfetti come struttura, sensi e resistenza alle malattie. La
differenza più importante fra gli squali ed altri animali marini è
l’assenza di ossa. Difatti lo scheletro dello squalo è costituito da
cartilagine, sostanza priva di vasi e di nervi, resentante un certo
grado di calcificazione. Dello squalo viene usato tutto : le sue
carni, la sua pelle, il suo fegato ed infine il suo scheletro
cartilaginoso. É errato pensare che esso venga cacciato solo per la
sua pinna in quanto per molti abitanti del centro America è sempre
stato il cibo giornaliero.
Sono proprio le
pinne (composte da cartilagine) la parte consumata come alimento
speciale dal popolo cinese essendo l’ingrediente principale della
famosa zuppa. Questa pietanza è consumata da tempo immemorabile,
spesso ed in quantità abbondanti in quanto i cinesi riconoscono
derivanti da essa dei benefici sotto il profilo della salute. Il
fatto che essa venga consumata da moltissimi anni dimostra
chiaramente che le pinne di cartilagine di squalo sono prive di
tossicità e di effetti collaterali negativi. E’ inoltre interessante
notare che l’incidenza di molte patologie e di alcuni tipi di tumori
(soprattutto quello mammario) è statisticamente molto minore in Cina
che negli Stati Uniti e che gli scienziati pensano sia da attribuire
proprio a fattori dietetici.
Primi studi sulla cartilagine di squalo
Langer e Lee
iniziarono pertanto un nuovo studio (2) ed impiantarono
posteriormente alla cornea delle cellule tumorali e degli estratti
di cartilagine di squalo in dei conigli bianchi e solamente cellule
tumorali in un gruppo di controllo di altri conigli bianchi. I
risultati furono ottimistici. La crescita tumorale era comparsa
solamente nei conigli del gruppo di controllo in quanto nei conigli
trattati con la cartilagine di Squalo la vascolarizzazione era
inferiore sino ad un 75%. Tali ricerche si svolsero nell’arco di 19
giorni ma la crescita tumorale avvenne solo dal quattordicesimo
giorno cioè da quando la rete vasale era già completamente formata.
Nel medesimo studio fu anche scoperto che essendo la cartilagine di
Squalo più pulita da tessuti adiposi essa richiedeva una
purificazione inferiore. Si scoprì che con 500 g. di cartilagine di
Vitello si poteva ricavare 1 mg. di sostanza capace di inibire sino
al 70% dello sviluppo vasale e che invece con solamente un
millesimo cioè 0,5 g. di cartilagine di Squalo si poteva ricavare la
stessa quantità di agente inibitore dell’angiogenesi. In pratica la
cartilagine di squalo è 1000 volte più potente di quella bovina.
Dopo la
pubblicazione vi fu un grande entusiasmo nei ricercatori che si
applicavano alla cartilagine di Squalo essendo essa sicuramente più
potente e più facilmente purificabile.
Ulteriori conferme
Langer nel 1990
pubblicò un lavoro su ‘Science’ in cui attraverso la procedura di
esame della membrana corioallantoidea di pollo (CAM) si dimostrava
in esperimenti ripetuti la prevenzione della neovascolarizzazione a
mezzo della cartilagine bovina.(3). Questi risultati incoraggianti
stimolarono ulteriori esperimenti fra cui quelli condotti all’Institut
Jules Bordet di Bruxelles da Ghonem Atossi che confermò inizialmente
l’atossicità della Cartilagine di Squalo sui topi e successivamente
la riduzione del 17% di neoplasie impiantate con eterotrapianto
sempre su topi contro un aumento del 200% delle neoplasie
impiantate sugli animali di controllo. Ciò era avvenuto nutrendo con
Cartilagine di Squalo in polvere in sospensione acquosa per via
orale gli animali e non a mezzo di farmaci o principi attivi
estratti dalla Cartilagine.
Caratteristiche della cartilagine di squalo
Le analisi chimiche
dimostrano che nella cartilagine di squalo sono contenuti circa il
41% di ceneri, il 46% di proteine, il 5% di carboidrati, il 0,5 %
di lipidi ed un residuo di acqua. Le ceneri sono costituite da
calcio e fosforo e praticamente esenti da metalli pesanti in quanto,
essendo la cartilagine avascolarizzata, non vi è modo che essi vi
si depositino.
La cartilagine deve
essere prodotta con un procedimento a bassa temperatura e tecnologie
innovative che permettano di garantire l’integrità dei costituenti e
l’assenza di contaminazione batterica.Una considerazione molto
importante è che il procedimento di produzione della
cartilagine di squalo, se errato, può inibire anche totalmente le
proteine contenute in essa ed inoltre la polverizzazione deve
essere attentamente controllata in quanto bisogna che la polvere di
cartilagine sia molto fine affinchè venga assorbita, per endocitosi,
il prima possibile onde evitare che gli enzimi proteolitici la
riducano in semplici amminoacidi.
La cartilagine di
squalo e le malattie degenerative
L’artrite reumatoide,
l’osteoartrite, la psoriasi, la retinopatia maculare essudativa, il
glaucoma neovascolare, sono alcune delle patologie più comuni
correlate con l’angiogenesi e, pertanto, risulterebbero
controllabili mediante l’uso di inibitori dell’angiogenesi, come la
cartilagine di squalo.
L’artrite reumatoide
è una malattia infiammatoria che interessa prevalentemente le
articolazioni e decorre spesso in deformazioni articolari ,
compromissione dei muscoli e distruzione di tessuti cartilaginei ed
ossei. Essa è sempre associata ad un quadro molto pessimistico in
quanto ad oggi non esiste alcuna cura che ne garantisca la
guarigione. Il normale trattamento di questa malattia è quasi
sempre limitato all’utilizzo di analgesici oppure in ultima analisi
all’intervento chirurgico con impianto di protesi. Detto
intervento, considerando che viene normalmente eseguito su persone
anziane e su più parti del corpo, non è chiaramente esente da rischi
di infezione o mortalità. È stato dimostrato che la cartilagine di
squalo è un potente agente anti-infiammatorio non tossico. Ancora
più, combinato con la proprietà di inibire l'angiogenesi, la
cartilagine di squalo può provvedere non solo all'alleviamento
dell'infiammazione ma anche a inibire la vascolarizzazione della
cartilagine nelle nostre articolazioni che è spasso associata a casi
avanzati di osteo artrite reumatoide.
Nelle artrosi questo
effetto sinergico arresta l’infiammazione, il dolore e l’ulteriore
distruzione cartilaginea, come hanno dimostrato molte indagini
cliniche. .
Molti dei
ricercatori sono d'accordo che la componente primordiale
anti-infiammatoria della cartilagine di squalo è una famiglia di
carboidrati complessi chiamati mucopolisaccaridi o GAG. Due membri
di questa famiglia, sulfato di controitina A e C, sono spesso usati
dai praticanti di medicina nutrizionale per controllare le
infiammazioni.
Però, per alcune
ragioni, la cartilagine di squalo pare essere più efficace che l'uso
di mucopolisaccaridi raffinati.
I ricercatori non
hanno saputo spiegare questo fenomeno, però sospettano che sia
relativo a un componente non identificato sito nella cartilagine di
squalo. Gli squali hanno potenti sistemi di immunità i quali
producono anticorpi che possono combattere con soddisfazione un
numero di agenti aggressori, non solo batteri e virus, ma anche
certi prodotti chimici che possono uccidere esseri umani. Spesso i
disturbi di tipo infiammatorio sono associati con il mal
funzionamento immunologico, forse una sostanza immunoregolatrice sta
curando e adeguando un effetto sinergetico con i mucopolisaccaridi.
Il lavoro iniziale
su cartilagine di squalo e infiammazione fu portato a termine nel
1985 dal Dr. Serge Orloff M.D.,un professore di reumatologia
dell'Ospedale dell'Universita di Bruxelles, in Belgio, segretario
generale esecutivo della Lega internazionale contro il reumatismo.
Il Dr. Orloff inizalmente usò polvere di cartilagine di squalo su di
una paziente di 49 anni. I risultati furono importanti. La paziente
presentava una malattia articolare degenerativa con affezione
femoro-patellare al ginocchio. Il suo dolore globale diminuì del 50%
dopo le prime 2 settimane e un altro 50% dopo 6 settimane di
trattamento. Il risultato fu che la paziente poteva deambulare sulle
due gambe e aveva i muscoli più fermi.
Il Dr. Orcasita,
professore associato della divisione di farmacologia, scuola di
medicina dell’università di Miami,somministrò la polvere di
cartilagine di squalo tropicale a 6 pazienti con osteo-artrite. Il
Dr. Orcasita scrisse nelle prime 3 settimane che i pazienti stavano
prendendo un totale di 12 capsule al giorno da 740 mg ognuna.
La quantità di
capsule fu ridotta a 6 nelle seguenti 5 settimane. Tutti i pazienti
dimostrarono un calo del dolore di 4 o 5 punti su una scala di 10
punti.
(0 = nessun dolore
importante) eccetto un paziente che presentò solo un leggero
sollievo da 9 a 8 punti.
Il paziente che
dimostrò il calo minore del dolore, riferì che prima
dell’esperimento aveva bisogno di prendere un pastiglia di Felden
ogni giorno. In seguito con cartilagine di squalo dimezzò la cura ,
dimezzando la dose.
Un ultimo punto: il
Dr. Orcasita scrisse :
- Un paziente che
aveva diagnosi di eczema ad ambedue le mani mostrò un notevole
miglioramento dopo aver ingerito cartilagine di squalo tropicale.
Assunzione di
cartilagine di squalo tropicale da parte di pazienti costretti a
letto da osteo-artrite:
La cartilagine di
squalo tropicale, somministrata oralmente produce risultati
impressionanti : su 8 dei 10 pazienti costretti a letto con
osteo-artrite a San José - Costa Rical Dr. Carlos Alpizar, M.D.,
direttore del programma geriatrico nazionale, scoprì che dopo alcune
settimane 8 dei pazienti erano di nuovo in grado di camminare.
Studio
a lungo termine sulla somministrazione di cartilagine tropicale in
osteo-artriti .
Il Dr. Rejohlec M.D.,
professore associato, direttore del dipartimento di medicina interna
e reumatologia della facoltà di medicina dell’Università di Charles,
condusse uno studio della durata di 5 anni su 3 gruppi, per un
totale di 147, pazienti con osteo-artrite. Due di questi gruppi
ricevettero variazioni di estratto di cartilagine di squalo, l’altro
gruppo (controllo) ricevette un placebo. Il gruppo placebo fu
autorizzato ad utilizzare vari medicamenti (A.I.N.S.O.)
anti-infiammatori non steroidi durante la malattia.
I risultati furono
eccezionali. Il gruppo trattato con cartilagine aveva una media del
85 % di scomparsa rapida del dolore, mentre che la media del dolore,
nel gruppo di controllo si abbassò
nell’arco di 5 anni.
Più importante ancora, la degenerazione fu significativamente minore
nel gruppo trattato con cartilagine di squalo tropicale. Alla fine
dei 5 anni la degenerazione delle articolazioni nel gruppo trattato
con cartilagine fu il 37 % inferiore al gruppo di controllo
(trattato con placebeo).
Altre
applicazioni anti-infiammatorie:
Nonostante
l’informazione sia generalmente anedottica, risultati simili furono
osservati in pazienti con disturbi infiammatori tali, come psoriasi,
eczema, lupus eritematoso, discoide e problemi associati con le
malattie del Lyme.
In tutti i casi ogni
dottore notò l’assenza di qualsiasi effetto secondario. Uno dei
reclami più comuni nei consumatori di medicamenti (A.I.N.S.) furono
i suoi effetti secondari quali problemi allo stomaco.
Osteo-artriti e
angiogenesi:
Pare esserci una
relazione, tra l’angiogenesi e la progressione osteo-artritica. I
Dottori Robert A.Brown e Jaqueline B. Weiss, scrivendo in “ Annals
of reumatic siseases ” spiegano che l’angiogenesi gioca una parte
importante nella classificazione delle unioni cartilaginose. Una
cartilagine normale non ha vasi sanguigni. Il fluido sinoviale
(fluido delle articolazioni) di pazienti con osteo-artriti, contiene
una sostanza chiamata ESAF (Fattore cellulare endoteliare
stimolatore dell’angiogenesi).
La presenza di
questo fattore è associata con la vascolarizzazione e la
degradazione dell’articolazione della cartilagine. Pertanto bloccare
l’angiogenesi con la cartilagine di squalo tropicale offre un
promettente effetto, nella rigenerazione della cartilagine delle
articolazioni e del processo osteo-artritico.
I differenti
ricercatori riferirono risultati positivi, per l’ 80 % dei casi. Si
deve notare che la media dei risultati dipende dal tipo di
infiammazioni presenti.
L'integrazione di
Cartilagine di Squalo nelle diete di persone anziane ha dato dei
risultati sorprendenti: una diminuzione dei dolori articolari, un
aiuto per la risoluzione dei problemi infiammatori e un aumento
della libertà nei movimenti.
Una conferma
dell'efficacia nel ridurre in pazienti artritici il dolore e
l'infiammazione, senza provocare effetti collaterali, viene da un
lavoro scientifico estratto da "12 THERAPEUTIC
BENEFITS OF SHARK CARTILAGE" Tawnsend letter June 1989.
Alcune patologie oculari
Vi sono molti
ricercatori che stanno seguendo i risvolti dell’angiogenesi in
alcune patologie oculari quali la degenerazione maculare, la
retinopatia diabetica e l’occlusione venosa. Essendo le predette
patologie caratterizzate da crescita di nuovi vasi a livello
retinico, sembrerebbe logico che, in condizioni fisiologiche normali
vi siano dei meccanismi che impediscano l’angiogenesi di microvasi
retinici. La possibile soppressione di questi meccanismi
consentirebbe lo sviluppo di patologie oculari. Nella degenerazione
maculare essudativa, ad esempio, vi è una proliferazione di vasi
sanguigni che, sanguinando al di sotto dell’area retinica centrale,
causano lesioni, formazione di tessuto cicatriziale ed infine
cecità. Non è ancora chiaro perchè ciò avvenga, ma è invece
necessario rimuovere il problema dei vasi sanguinanti non potendo
le cellule maculari fotosensibili ripararsi in presenza di danni
causati dai vasi sanguinanti. Attualmente si ricorre al laser che,
cauterizzando i nuovi vasi in fase iniziale della malattia, evita le
ulteriori lesioni della retina.
Detto procedimento
oltre ad essere molto costoso ed impreciso deve essere costantemente
ripetuto perchè vi è come suddetto una costante crescita di nuovi
vasi. Pertanto l’eventuale impiego di cartilagine di squalo quale
inibitore dell’angiogenesi, prodotto naturale e poco costoso è
sicuramente preferibile.
La
cartilagine di squalo e le malattie della pelle – la psoriasi
Shark Powder,
cartilagine di squalo, oltre ad avere un alto contenuto di proteine
e minerali, possiede una buona concentrazione di collagene. Per
tanto, questo prodotto si rivela molto utile anche per il
trattamento di alcune malattie della pelle e per mantenere più a
lungo la propria elasticità.
Una delle patologia
epidermiche più diffusa è la psoriasi; essa interessa, per quanto
possa essere diagnosticata in tutte le parti del corpo, maggiormente
il cuoio capelluto, i gomiti e le ginocchia. La psoriasi è
caratterizzata da crescita eccessiva dello strato cutaneo esterno e
desquamazione dello stesso e sembra che ciò sia dovuto ad
alterazioni dello sviluppo del letto capillare.
Il trattamento
dello psoriasi prevede normalmente l’applicazione di creme
contenenti corticosteroidi, preparati a base di catrame minerale ed
in alcuni casi gravi si ricorre al methotrexate, farmaco che
determina spesso danni al fegato. Tutte le suddette terapie hanno
risultati poco soddisfacenti.
L’impiego di
cartilagine, specialmente quella di squalo, che ricordiamo è circa
1000 volte più potent di quella bovina come inibitore della
angiogenesi, ha anche in questa patologia avuto molti successi.
Anche per la
psoriasi sono state eseguite molte ricerche con risvolti positivi(5)
ed una delle più recenti è quella eseguita nel 1992 da Jergen
Oberle, medico tedesco che trattò alcuni casi di psoriasi avanzata
con cartilagine di squalo ottenendo una risposta soddisfacente in
4-6 settimane di trattamento. Con il trattamento di cartilagine di
squalo il prurito e la desquamazione sono i primi sintomi a
scomparire lasciando una cute che sembra maggiormente arrossata
essendo meglio visibile il letto capillare; anche l’arrossamento
dopo circa 60 - 90 giorni tenderà lentamente a scomparire.
La cartilagine di
squalo e l’asma bronchiale
Con l'età, gli
alveoli bronchiali si irrigidiscono diminuendo l'espansione degli
stessi. L'elastina contenuta nella cartilagine di squalo tropicale,
agisce a livello di rilassamento delle cartilagini sclerosate dei
bronchi e della cassa toracica. La cartilagine di squalo, non cura
direttamente gli attacchi d'asma, ma interviene su alcune delle sue
cause.
La cartilagine di
squalo nella medicina sportiva
Gli atleti
sottoposti a intenso allenamento spesso hanno grandi problemi come
infiammazioni alle articolazioni e dolori muscolari. Corse a lungo
percorso e allenamento aerobico possono causare dolori e crampi.
Informazioni date da
vari medici e atleti indicano che l'uso regolare della cartilagine
di squalo pura, riduce significativamente l'incidenza del danno
(strappi muscolari, infiammazioni alle articolazioni, rigidità,
ecc...) e più interessante ancora: la durata di un danno esistente
può essere significativamente ridotta dall'uso di cartilagine di
squalo.
Gli atleti che
attualmente usano aspirina o Ibuprofen per combattere le
infiammazioni possono trarre maggior benefici, usando Shark Powder,
pura cartilagine di squalo neo zelandese.
La cartilagine di
squalo e' una fonte molto ricca di calcio e fosforo e inoltre ha tra
i suoi componenti i carboidrati mucopolisaccaridi; pero' è
indubbiamente la grande quantita' di proteine che contiene ciò che
fa di questo prodotto un grande complemento nutritivo.
Inoltre la
cartilagine di squalo contiene un alto contenuto di collagene che,
con la proteina, è un grande alleato di pelle e tendini. E' infatti
consigliato l'utilizzo del prodotto anche a quelle persone
sofferenti di tendiniti o distorsioni che in chi pratica sport sono
spesso frequenti.
La
cartilagine di squalo nella medicina veterinaria
I cani sono
particolarmente utili nella valutazione di sostanze biologiche
attive, come la cartilagine di squalo, perché sicuramente non
mostrano l'effetto placebo che usualmente si può riscontrare negli
uomini.
Estratto dal libro "Gli squali non si ammalano di cancro"
.... talora i cani
non riescono a vivere interamente la loro vita:
l'artrite può essere
tanto invalidante e debilitante che i loro proprietari, non
sopportando più di vederli sofrire, scelgono di sopprimerli. Nella
speranza di evitare questa eventualità, i proprietari di una decina
di cani hanno partecipato agli studi di Jacques Rauis, veterinario
di Bruxelles, nonchè membro della facoltà di medicina
dell'Università di Liegi. Egli riferì i risultati delle ricerche
durante lo Small Animal Veterinary Congress svoltosi a Manchester,
in Inghilterra, nel 1991.
La sua prima
indagine, condotta su dieci cani, tutti marcatamente zoppicanti per
la malattia, prevedeva la somministrazione di cartilagine di squalo
quale trattamento dell'osteoartrite secondaria. A ogni cane vennero
somministrati 750 mg. di cartilagine per ogni 5 Kg. di peso corporeo
per 3 settimane. La polvere veniva aggiunta al cibo. Durante il
periodo sperimentale non vennero somministrati integratori
alimentari nè altre terapie. Ogni cane fu valutato in base a 6
parametri, secondo i quali veniva poi assegnato un punteggio
compreso fra 0 e 5. I 6 parametri considerati erano: edema locale e
dolore, atrofia muscolare, crepitii articolari, zoppicamento prima
di iniziare l'attività, zoppicamento dopo l'inizio dell'attività,
difficolta di superamento di un ostacolo. La tabella riassume i dati
precedenti e successivi al trattamento. I cani furono esaminati a
8,15,21 e 36 giorni e, nuovamente, a 2 settimane di distanza dalla
fine del trattamento. Rauis osservò subito diminuzioni drastiche
dei segni della malattia: lo zoppicamento era scomparso e la
capacità di superare gli ostacoli risultò incredibilmente aumentata,
l'edema, il dolore e l'immobilità erano irrilevanti. Solo in 2 casi
non vennero registrati miglioramenti. I proprietari riferirono che
gli animali saltavano "come non mai" ed erano "molto più vivaci e
felici". In tutti i casi, quando la terapia venne sospesa, dopo il
ventunesimo giorno, si noto un ritorno alle condizioni iniziali
nell'arco di 15 giorni. Dopo aver aggiunto nuovamente la cartilagine
di squalo alla dieta degli animali, il miglioramento parve più
significativo e più rapido del precedente. Esso inoltre fu ottenuto
con metà della dose originaria.
|
|
Edema
locale
|
Atrofia
Muscolare
|
Crepitii
articolari
|
Zoppicamento
prima
|
Zoppicamento
dopo
|
Superamento
ostacolo
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Cane 1
|
5/3
|
2/2
|
4/2
|
3/1
|
3/1
|
5/4
|
|
Cane 2
|
3/1
|
3/3
|
4/3
|
5/3
|
5/3
|
5/3
|
|
Cane 3
|
3/0
|
1/1
|
1/1
|
2/0
|
2/1
|
4/2
|
|
Cane 4
|
3/0
|
3/3
|
3/3
|
3/2
|
4/2
|
5/1
|
|
Cane 5
|
1/1
|
0/0
|
3/2
|
3/2
|
2/1
|
3/2
|
|
Cane 6
|
1/0
|
1/1
|
3/0
|
2/2
|
3/2
|
3/2
|
|
Cane 7
|
3/0
|
3/3
|
4/2
|
5/1
|
4/2
|
5/3
|
|
Cane 8
|
3/1
|
3/3
|
3/3
|
3/2
|
3/2
|
4/2
|
|
Cane 9
|
1/1
|
2/2
|
3/3
|
3/2
|
2/2
|
3/3
|
|
Cane 10
|
4/2
|
2/1
|
2/2
|
2/1
|
2/1
|
4/2
|
Ben B.Dow,
veterinario nel Vermont, ha somministrato la cartilagine di squalo a
cani anziani e ha scritto le seguenti parole:
"Utilizzo la
cartilagine di squalo e, in 25 anni di esperienza professionale,
devo ammettere di aver ottenuto con essa risultati migliori di
quelli registrati con tutti gli altri farmaci antiartritici a nostra
disposizione. Tutti gli steroidi hanno, infatti, molti effetti
collaterali che, talora, sono peggiori della condizione morbosa
stessa. Le indagini condotte su cani confermano i risultati ottenuti
sull'uomo ed eliminano la possibilità che essi siano di natura
psicologica piuttosto che fisiologica. Tali dati indicano che la
cartilagine di squalo è un alimento naturale atossico capace di
alleviare il dolore causato dalle malattie artritiche.
Somministrazione
I dosaggi di
Cartilagine di Squalo in polvere nel caso di forme altamente
degenerative come aiuto
per poter tornare
alle normali condizioni fisiologiche sembra che siano da stimarsi
intorno ai 1,2 g. per ogni kg di peso corporeo al giorno da
somministrarsi almeno nelle prime fasi a mezzo di enteroclisma
ritentivo e poi successivamente in forma mista sia orale che con
enteroclisma.
Nelle forme meno
devastanti quali le artrosi, osteoartriti, artrite reumatoide,
psoriasi, eczema, herpes, lupus, degenerazione maculare essudativa,
retinopatia diabetica, non vi sono ancora delle indicazioni certe ma
sembra in via sperimentale che nelle forme croniche delle suddette
il dosaggio sia di una capsula di 0,43 g per via orale per ogni 4
kg di peso corporeo al giorno da assumersi in 3 volte, almeno 30
minuti prima dei pasti, ogni 8 ore in modo che il principio
contenuto nella cartilagine sia a livello ematico costante. Qualora
si volesse intervenire, non essendo la cartilagine un prodotto
sintomatologico ma curativo, anche nelle forme acute delle suddette,
si consiglia l’uso di una capsula di 0.43 g per ogni 2 kg di peso
corporeo al giorno, con le stesse modalità di somministrazione
suddette, per un periodo di almeno 30 giorni, eventualmente
associando, al bisogno, nei primi giorni di cura dei antidolorifici,
per poi tornare ai dosaggi delle forme croniche. Nel caso della
psoriasi essendo normalmente in forma acuta non stabilizzata, il
dosaggio dovrà essere di una capsula di 0.43 g per ogni kg di peso
corporeo per 42 giorni per poi , anche in questo caso tornare al
dosaggio delle forme croniche. Essendo in alcuni casi il numero
delle capsule abbastanza elevato è possibile aprirle e berne il
contenuto aggiunto ad acqua oppure a succo di frutta non acido.
Utilizzo della cartilagine di squalo presso un noto Studio
Veterinario italiano.
Cucciolo Doberman
maschio di circa 6 mesi con notevoli problemi osteoarticolari
causati principalmente da una crescita molto rapida.Dopo numerosi
tentativi con anti-infiammatori tradizionali, che davano un
risultato mediocre, veniva instaurata una terapia con Shark Powder
alla dose di una compressa al giorno per bocca per 2 mesi. Già dopo
dieci giorni i risultati erano eccellenti e, al termine della cura,
il soggetto non presentava più alcun problema motorio.
Rottweiler femmina
di anni 6, con gravi problemi motori dovuti sia alla notevole mole
che al pavimento liscio sul quale viveva abitualmente.Ripetute
terapie anti-infiammatorie non davano risultati apprezzabili.Veniva
iniziata una terapia con Shark Powder, alla dose di due compresse al
giorno. Dopo 8 giorni l'animale era notevolmente migliorato, con
recupero quasi completo della mobilità e della potenza.
Pastore Tedesco
maschio di 15 mesi.Il cane presentava problemi di movimento, in
particolare appariva restio ad allungare il passo e la sua
camminata risultava contratta ed incerta. Dopo 10 giorni di terapia
con Shark Powder alla dose di una compressa al giorno, i
miglioramenti apparivano piu' che notevoli, sia in allungo che in
potenza di falcata.
Rottweiler maschio
di 14 mesi. L'animale, molto irruento, presentava dolori articolari
diffusi, dovuti a continui microtraumi provocati da scivolamenti su
piastrelle. Dopo 10 giorni di terapia con Shark Powder alla dose di
una compressa al giorno, la situazione era completamente
normalizzata.
La terapia veniva
comunque prolungata alla dose di una compressa due volte la
settimana per due mesi.
Pastore tedesco
maschio anni 10.L'animale presentava un notevole indebolimento del
treno posteriore, con grave compromissione dei movimenti e delle
funzione fisiologiche.Dopo un mese di terapia con Shark Powder alla
dose di una compressa al giorno l'animale era migliorato
notevolmente, riuscendo anche a correre e a saltare.
Cucciolo di Alano
maschio con gravi problemi deformativi a carico di tutte le
articolazioni, causati da macroscopici errori alimentari.Dopo 15
giorni di somministrazione di Shark Powder, alla dose di 2 compresse
giornaliere, si registrava un notevole miglioramento sia del dolore
che del movimento.
Di prossima distribuzione: Shark Doggy!
Gaia San
International Ltdl ha studiato e formulato Shark Doggy, un nuovo
integratore nutrizionale per il cane, concentrato di componenti
specifici per riequilibrare e rivitalizzare il complesso meccanismo
e funzionamento delle articolazioni Gaia San presenta una novità nel
mondo degli integratori per animali da compagnia, la soluzione
naturale ai problemi del cane anziano con difficoltà di movimento e
alle necessità di sprint e resistenza del cane sportivo o da lavoro.
Shark Doggy è un
integratore nutrizionale per cani costituito da cartilagine di
squalo pura al 100% in capsule. La cartilagine è un tessuto presente
nelle articolazioni dei mammiferi, dove agisce come ammortizzatore e
come superficie di scorrimento. Negli squali, l'intero scheletro è
composto da cartilagine. La cartilagine di squalo possiede
un'attività in grado di inibire lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni
nei tessuti. Questa attività è mille volte più potente di quella di
qualsiasi altro tipo di cartilagine.
Nelle patologie
osteo-articolari, come ad esempio le artrosi, le artriti, i traumi
da sforzo, una delle conseguenze più negative dell'infiammazione è
la proliferazione di vasi sanguigni all'interno della cartilagine,
normalmente non vascolarizzata. Questo accelera la distruzione
cartilaginea a causa dei piccoli vasi che invadono la cartilagine,
la indeboliscono e predispongono alla sua frammentazione.
Nelle osteo-artriti,
la cartilagine di squalo, inibendo questo processo, contribuisce a
ridurre l'azione della cartilagine di squalo è efficace nelle fasi
acute e precoci del fenomeno infiammatorio. Shark Doggy risulta
utile negli animali affetti da artriti, osteo-artriti, displasie,
artrosi, zoppie, Shark Doggy è un aiuto prezioso per i mille
problemi di movimento che affliggono i cani un po' avanti con gli
anni: difficoltà ad alzarsi dalla posizione sdraiata o seduta,
difficoltà nel salire le scale, nel saltare piccoli ostacoli, dolore
ai primi movimenti del mattino, stanchezza dopo pochi minuti di
sforzo.
Nei cani sportivi o
da lavoro (caccia, slitta, corsa, agility, ecc.), sono frequenti le
patologie da sforzo: distorsioni e strappi muscolari, tendinei e
legamentosi, contusioni, ecc..
Allenamento
intensivo, sovraffaticamento, recupero insufficiente, allenamento
troppo duro, alimentazione non sufficientemente energetica, mancato
riscaldamento prima dello sforzo, sono tutti fattori che
predispongono a patologie di questo tipo.
L'integrazione con
cartilagine di squalo contribuisce ad accelerare la riparazione
anatomica e funzionale delle articolazioni, riequilibrando e
rinforzando la dinamica del movimento: dallo scatto alla resistenza.
La cartilagine di
squalo è ricca in componenti minerali, è un'eccellente fonte di
calcio e fosforo e di aminoacidi essenziali. Shark Doggy è in
flacone da 60 capsule (1 cps/6 Kg di peso corporeo/al giorno per
almeno 21 giorni). Shark Doggy non è un farmaco, è un prodotto di
libera vendita, e rappresenta un aiuto tutto naturale, privo di
tossicità ed effetti collaterali, per la salute ed il benessere del
cane. Gaia San controlla attentamente ogni partita di cartilagine di
squalo che entra nella preparazione di Shark Doggy, affinché non
contenga sostanze tossiche o batteri. Shark Doggy non contiene
additivi, coloranti o leganti ed è accuratamente deodorizzata per
non risultare sgradevole all'olfatto.
Sanitherb, con la
sua struttura di informatori tecnico-scientifici che copre l'Italia
intera, Nord, Centro-Sud e Isole, sta presentando Shark Doggy in
tutti gli Ambulatori Veterinari per Animali da compagnia.
Gaia San è in grado
di effettuare consegne rapide e puntuali su tutto il territorio
nazionale e di offrire tutto il supporto tecnico necessario alla
conoscenza del prodotto.
In occasione dei
primi mesi vendita del prodotto, Gaia San propone un'offerta
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rappresentante di zona, potete contattare Gaia San International
Ltdl
La
cartilagine di squalo come coadiuvante nella terapia Antitumorale
Riscontri su
pazienti con cancro avanzato trattati con materiale cartilaginoso
naturale di squalo:
L'ipotesi che i
tumori siano angiogenesi dipendenti, fu pubblicata da Folkman e
co-autori nel 1987. Questa ipotesi stabilisce che una volta che il
tumore si sia formato, qualsiasi incremento nella grandezza deve
essere preceduto da un aumento nella rete vascolare che nutre il
tumore. Nell'Ospedale Ernesto Conteras di Tijuana in Messico,
partendo da questo presupposto otto pazienti con cancro avanzato
(tra i 3 e i 6 mesi di vita) furono trattati con cartilagine di
squalo sospendendo tutti gli altri trattamenti "convenzionali" (vedi
esempi clinici). Degli 8 pazienti 7 (87%) risposero in forma
altamente significativa al trattamento con cartilagine di squalo
arrivando anche in tre casi (M.T.,36 anni con carcinoma periotenale,
B.S.,eta' 62 anni con metastasi ossea e L.T.,48 anni con cancro
cervico-uterino) a considerare i pazienti guariti.
Il Dr. Folkman ha
dimostrato che se un tumore non può stabilire una propria rete di
vasi sanguigni, fermerà la crescita, però riassumerà il suo rapido
sviluppo quando la vascolarizzazione angiogenesi) lo permetta.
I primi seri indizi
dell’impronta dell’inibizione dell’angiogenesi risultarono dai
lavori di altri membri dell’équipe del Dr. Folkman, il Dr. Robert
Langer del MIT, scoprì che la cartilagine dello squalo tropicale
contiene una sostanza fortemente inibitrice della crescita di nuovi
vasi sanguigni dei tumori solidi, restringendo pertanto la crescita
del tumore. Il Dr. Langer usò piccole pillole di un estratto di
cartilagine di squalo comparando i grafici di tumori alla cornea di
conigli, per vedere se la crescita dei vasi sanguigni si sarebbero
ristretti. Lo sviluppo dei vasi sanguigni nel gruppo non trattato fu
più alto che in quello trattato.
Questa inibizione
dell’angiogenesi è associata ad una proteina, che fu trovata in una
concentrazione mille volte maggiore, nella cartilagine di squalo
tropicale che nella cartilagine di mammiferi o bovini (bestiame in
generale).
Questi risultati
danno luogo ad alcune domande : “ E’ di effetto trasferibile a
umani o mammiferi ? ” Prendere capsule o pastiglie di cartilagine
di squalo tropicale invece di iniezioni è il metodo più conveniente
di usare questa sostanza. I risultati degli studi fatti e portati a
termeine dal Dr. G. Atassi dell’Istituto Jules Bordet di Bruxelles,
uno dei maggiori e prestigiosi centri di ricerca del cancro in
Europa, hanno dimostrato che la somministrazione orale è
prticolarmente efficace.
Alcuni esempi di
casi trattati e documentati scientificamente:
A topi
immunodepressi (topi senza sistema immunitario e capacitati per
accettare e sviluppare cancro umano), si è iniettato Melanoma umano.
Dopo 2 giorni, a un gruppo venne data cartilagine di squalo
tropicale in polvere per via orale, e all’altro gruppo (controllo)
non fu somministrata. A 21 giorni dall’inizio del trattamento i
tumori del gruppo di controllo crescevano sistematicamente mentre la
proporzione nel gruppo trattato fu nulla. Questo illustra la
relazione tra l’angiogenesi e la crescita tumorale.
Una volta che i vasi
sanguigni sono stabilizzati, il tumore cresce rapidamente. Si noti
l’indice di crescita negli ultimi 7 giorni. Dopo 21 giorni, i tumori
del gruppo di controllo furono 2,5 volte la loro grandezza
originale, mentre nel gruppo trattato, la crescita tumorale fu
approssimativamente il 60% della grandezza iniziale, Si noti la
quasi perfetta correlazione tra i risultati del Dr. Langer e del Dr.
Atassi.
Un aspetto prezioso
della cartilagine di squalo tropicale, comparato ad altri componenti
della inibizione dell’angiogenesi, è la non tossicità. Altri
composti che mostrano inibizione dell’angiogenesi possono causare
importanti effetti secondari.
Dopo molti anni di
ricerche non sono stati riscontrati casi di intossicazione nell’uso
della cartilagine di squalo.
Inibizioni dell’angiogenesi
e regresso dei tumori:
Spesso la
localizzazione iniziale del tumore non significa pericolo di morte.
Patricio D’Amore,
che lavora con il Dr. Folkman presso l’Ospedale dei Bambini di
Harvard, pubblicò la teoria che la vascolarizzazione è
essenzialmente necessaria per la stabilizzazione e l’aumento
susseguente di metastasi; parrebbe ugualmente ovvio che l’inibizione
della vascolarizzazione può essere una forma per prevenire la
formazione di metastasi.
Inoltre l’inibizione
dell’angiogenesi può essere una risposta alla regressione del
tumore. Il Dr. Rakesh Jain, professore all’Università Garnigie
Mellon, esperto in fisiologia dei tumori, spiega, in una recente
pubblicazione del “JORNAL OF THE NATIONAL CANCER INSTITUTE” che la
rete vascolare associata con tumori è solitamente debole
disorganizzata e necessita quindi di un costante rinnovo e
rimpiazzo.
Introdurre
l’inibizione dell’angiogenesi con la speranza di ridurre la
grandezza del tumore esistente, ha un senso logico, dovuto al fatto
che la rete di sangue del tumore non è stata rimpiazzata.
Necessitando di sangue, inizia a morire.
In conclusione, le
proprietà dell’angiogenesi,della cartilagine di squalo tropicale,
paiono fornire più di una speranza alla terapia futura.
Chiunque abbia un
rischio di sviluppare cancro deve prestare attenzione a questo
prodotto per il trattamento di prevenzione.
Poichè
la
cartilagine di squalo è un alimento naturale, non tossico e senza
controindicazioni
può quindi essere usata in appoggio ad altre terapie già ampiamente
usate ed accettate.
Vi sono casi
tuttavia, in cui la Cartilagine di Squalo non dovrebbe essere usata.
Essi sono legati a quelle poche situazioni in cui l’angiogenesi ha
risvolti positivi. Se ne sconsiglia pertanto l’uso in base ad un
semplice ragionamento logico in persone che abbiano subito un
infarto, un intervento chirurgico recente, in caso di fratture, in
donne in gravidanza oppure che desiderino concepire un figlio ed
infine nei bambini in cui la rete vasale è in forte sviluppo.
Ovviamente nei
soggetti notoriamente allergici al pesce di qualunque tipo…. Gli
effetti allergici cesseranno non appena sospesa l’assunzione della
cartilagine
Bibliografia:
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Control Point in Tumor Growth.
Ann Intern Med 82:96-100, 1975.
2. Prudden, J.F., Balassa, L. The Biological
Activity of Bovine Cartilage Preparations.
Semin Arthritis Rheum 3:287-321,
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Antimetastasis.Semin Thrombosis Hemostasis 14:73-77, 1988.
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Cancer”. Garden City, NY. Avery Publishing Group, 1992, updated
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Antisteoarthritic Drugs: An Assessment",Seminars in Arthritis and
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Lane, I.W., Comac, L. “Gli Squali non
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Gaia San
International Ltdl ha riassunto queste notizie da fonti di pubblico
dominio con il solo scopo di discussione e divulgazione. Questo
servizio non è inteso a fornire diagnosi o prescrizioni mediche, ne
tantomeno terapie a patologie di esclusiva competenza medica.
In ogni caso in
presenza di patologie di qualunque tipo, prima di assumere il
prodotto consultare il proprio medico curante.
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informazioni contenute.
“La Repubblica” -
Salute
28
gennaio 1999
Il
Congresso americano ha stanziato 2,5 milioni di dollari per
verificarne l’efficacia sui tumori!Un anticancro dallo squalo…
Negli Usa esperimenti sulla sua cartilagine di Francesco Bottaccioli
Dopo tanto parlare
sui soldi spesi per la sperimentazione sul metodo Di Bella, dopo
tanto scherno (solo in Italia poteva accadere una cosa simile),
dagli Stati Uniti arriva la notizia che il Congresso ha deliberato
di stanziare 2,5 milioni di dollari (oltre 5 miliardi di lire) per
verificare l’efficacia e la sicurezza della cartilagine di squalo
nella terapia dei tumori.
Gli studi clinici
dovrebbero iniziare quest’anno a cura del National Cancer Institute,
l’ente governativo di ricerca sul cancro che fa parte dei National
Institutes of Health (NIH). Qual è il fondamento scientifico della
sperimentazione?
Lo squalo è un
animale molto resistente alle malattie. ’ Sembra che viva negli
oceani del pianeta da centinaia di milioni di anni e che abbia un
sistema immunitario a prova di bomba. Ripetutamente, i biologi
marini hanno provato a trapiantare tumori nello squalo senza
riuscirvi. Il segreto di questa resistenza starebbe nella
cartilagine di cui è essenzialmente composto il suo scheletro.
Nel 1983 venne
pubblicato su "Science" un articolo che annunciava la scoperta
"dell’esistenza di una sostanza nella cartilagine dello squalo che
inibisce la crescita di nuovi vasi sanguigni in un tumore solido".
In pratica, la cartilagine di squalo funzionerebbe come
antiangiogenetico, collocandosi quindi su una linea avanzata di
ricerca: quella recentemente portata alla ribalta dai lavori sull’endostatina
dell’oncologo americano Judah Folkman.
Quindi lo studio,
che verrà realizzato con la presenza di un gruppo placebo, ha
elementi di plausibilità scientifica, è però anche vero che i membri
del Congresso statunitense sono sempre più colpiti dalla larga
diffusione nel loro paese delle terapie alternative in generale e di
quelle del cancro in particolare.
La rivista dei
medici americani (JAMA) ha recentemente stabilito che nel corso del
1997 il 42 per cento degli americani ha fatto ricorso alle medicine
non convenzionali. Si calcola inoltre che circa 50.000 cittadini
statunitensi attualmente assumano cartilagine di squalo acquistata
nei drugstore.
Del resto le
istituzioni americane sono da tempo sensibili alla insoddisfazione
dell’opinione pubblica nei confronti delle terapie oncologiche
standard, che portò, nel giugno del 1986, il deputato newyorkese di
origine italiana Guy Molinari a presentare al Congresso la richiesta
di un’inchiesta sulle terapie antitumorali alternative.
Il Congresso affidò
ad un suo speciale ufficio di ricerca, OTA (Ufficio di valutazione
tecnologica) questo lavoro che durò quattro anni e si concluse con
300 pagine di rapporto. Dopo aver letto questo rapporto, i
congressisti invitarono il National Cancer Institute a destinare una
parte degli ingenti finanziamenti, che ogni anno riceve, alla
ricerca sulle terapie alternative. I dirigenti del NCI si guardarono
bene dal seguire la raccomandazione, ma la storia non finisce qui.
Nel 1992 il
Congresso deliberò l’istituzione, presso i National Institutes of
Health, dell’Ufficio per la medicina alternativa (OAM) con il
compito di sottoporre a verifica scientifica le varie medicine e
trattamenti non convenzionali.
Per l’anno 1993
l’Ufficio ebbe uno stanziamento di 2 milioni di dollari, adesso, per
l’anno 1999, ha ricevuto uno stanziamento di 50 milioni di dollari
(circa 100 miliardi di lire).
C’è di più: il
Congresso ha anche deciso di trasformare l’Ufficio in un Centro, che
d’ora in poi si chiamerà Centro Nazionale per la Medicina
Complementare e Alternativa (NCCAM), un passo intermedio per la
definitiva equiparazione della struttura agli altri Institutes dei
NIH.
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