Lifford Hall, Lifford Lane Kings Norton BIRMINGHAM B30 3JN - U.K.

“Shark Powder”
distribuito da
Gaia San International Ltd
 Da milioni di anni, gli squali non hanno subito significativi processi evolutivi e la durata della loro vita è più lunga rispetto alle altre specie marine.
Il segreto di questa grande capacità di sopravvivenza è stata individuata da numerosi ricercatori nello SCHELETRO CARTILAGINEO che insieme ad altri tessuti fortifica il loro sistema immunitario.
La potenza indotta dallo scheletro cartilagineo al SISTEMA IMMUNITARIO è così efficace che permette loro di sopravvivere in ambienti estremamente inquinati senza contrarre malattie, ed anche le ferite più devastanti si rimarginano in breve tempo rimanendo libere da infezioni.
Ma la cosa straordinaria è che non si ammalano di CANCRO!
Nella struttura scheletrica il segreto della sua forza!
 Che cos’è la Cartilagine di Squalo?
La Cartilagine di Squalo come tutte le altre cartilagini è formata da Condrociti che producono macroproteine, mucopolisaccaridi e fattori ANTI ANGIOCENICI (molecole che impediscono ai vasi sanguigni di invadere la cartilagine). Nei bovini la cartilagine è circa lo 0,5% del peso totale, mentre negli squali è il 6%, circa 12 volte di più, ma nella cartilagine di squalo l'attività ANTI ANGIOGENICA è circa 1000 volte superiore a quella bovina. La Cartilagine di Squalo è dunque una fonte privilegiata di  FATTORI ANTI - ANGIOCENICI.
 
L'utilità della Cartilagine di Squalo come complemento alimentare
 
I fattori Anti Angiogenici contribuiscono ad impedire la crescita della rete vascolare in aree in cui la proliferazione di vasi sanguigni sarebbe devastante. Gli studi più importanti eseguiti negli ultimi 20 anni sull'utilizzazione della Cartilagine di Squalo contro le neovascolarizzazioni riguardano principalmente:
 
 
Ø      Le MALATTIE DEGENERATIVE (artrite, artrite reumatoide, artrosi, cervicale e osteoporosi)
 
Ø      Le MALATTIE DELLA PELLE
 
Ø      L’ ASMA BRONCHIALE
 
Ø      La MEDICINA SPORTIVA
 
Ø      La VETERINARIA
 
Ø      La TERAPIA ANTITUMORALE
 
I tumori sono tessuti nuovi la cui base è composta da cellule che crescono in forma incontrollata. Per crescere pero' il tumore necessita la costruzione di una propria rete di vasi sanguigni dalla quale attingere il proprio nutrimento. Il Dr. Folkman, considerato il pioniere nello studio dell'inibizione dell'angiogenesi( la capacita' di creare nuovi vasi sanguigni) ha dimostrato che se un tumore non puo' stabilire la propria rete di vasi sanguigni, fermera' la sua crescita a una grandezza di 1-2 mm.
 La cartilagine di squalo e' in grado di bloccare il processo di angiogenesi impedendo quindi al tumore di svilupparsi. Questa proprietà inibitrice dell'angiogenesi è associata ad una proteina che fu trovata in una concentrazione mille volte maggiore nella cartilagine di squalo che in quella di qualsiasi mammifero. Un aspetto prezioso della cartilagine di squalo, comparato ad altri componenti della inibizione dell'angiogenesi, è la non tossicità. Dopo oltre sette anni di ricerche non sono stati riscontrati casi di intossicazione nel suo utilizzo.
 La comprensione della parola angiogenesi può essere migliore analizzando la frase nelle sue radici greche : angio e genesi. Angio dal greco  ” vasi sanguigni o vaso linfatico “ , e genesi  “ originare, creare “.  Aggregando la parola inibizione, abbiamo una frase descrittiva, per un composto il quale, previene o riduce la crescita di nuovi vasi sanguigni. Nei bambini l’angiogenesi è un processo normale, negli adulti, tuttavia, con uno stato vascolare completamente sviluppato, la riattivazione dell’angiogenesi può portare a gravi conseguenze.
 Prima di considerare un approccio alternativo o complementare come la cartilagine di squalo, consigliamo di consultare il proprio medico per verificare se tale terapia non contrasta con quelle da lui prescritte.
 
Un po’ di storia… 
Judah Folkman, del Children’s Hospital di Boston, sin dagli anni settanta teorizzò, ciò che in seguito  venne confermato da molte ricerche scientifiche, che molte patologie quali l’artrite reumatoide, la retinopatia diabetica ed alcune forme di cancro non possono crescere senza una rete vasale che li  nutra e che rimuova le sostanze di scarto e pertanto l’inibizione dello sviluppo dei vasi sanguigni  (angiogenesi) potrebbe rappresentare una valida terapia (1). Egli giunse a queste teorie osservando che  negli studi condotti impiantando su organi isolati di animali di laboratorio (in vitro) dei tumori, essi  aumentavano solo di pochi millimetri mentre se gli stessi tumori venivano impiantati in vivo su cavie di  laboratorio i tumori crescevano sino ad uccidere l’ospite. Si scoprì che ciò succedeva perchè  l’endotelio capillare degli organi isolati (in vitro) va rapidamente incontro a degenerazione causando la  necrosi dei capillari stessi e pertanto impedendo al tumore di ricevere le sostanze nutritive necessarie  per aumentare a dismisura. La ricerca di un inibitore dell’angiogenesi è iniziata sin da allora su un  tessuto : la cartilagine.
 
Perchè la cartilagine ?
 La particolarità della cartilagine è di essere avascolarizzata e pertanto si ritenne che contenesse un
inibitore dell’angiogenesi. Verso la metà degli anni Settanta la rivista ‘Science’ pubblicò un lavoro importante di due ricercatori del M.I.T. , Langer e Lee, che dimostrarono che la cartilagine presente    nella spalla di vitello era in grado di inibire la vascolarizzazione dei tumori solidi.
Nel loro esperimento  Langer e Lee praticarono una infusione di estratto di cartilagine bovina a conigli e topi non  riscontrando nessun segno di tossicità ma confermando l’arresto dello sviluppo di tumori impiantati  essendo bloccata l’angiogenesi. Detti studi subirono un rallentamento dovuto principalmente alla  scarsità di cartilagine nei bovini e pertanto alla difficoltà di reperire la materia prima del loro studio.
La  soluzione venne quando fu preso in considerazione l’animale cartilagineo per eccellenza : lo Squalo.
 
Lo squalo
 Gli squali sono fra i vertebrati più primitivi e sono sopravvissuti per quattrocento milioni di anni senza andare incontro a mutazioni considerevoli in quanto perfetti come struttura, sensi e resistenza alle malattie. La differenza più importante fra gli squali ed altri animali marini è l’assenza di ossa. Difatti lo scheletro dello squalo è costituito da cartilagine, sostanza priva di vasi e di nervi, resentante un certo grado di calcificazione. Dello squalo viene usato tutto : le sue carni, la sua pelle, il suo fegato ed infine il suo scheletro cartilaginoso. É errato pensare che esso venga cacciato solo per la sua pinna in  quanto per molti abitanti del centro America è sempre stato il cibo giornaliero.
Sono proprio le pinne (composte da cartilagine) la parte consumata come alimento speciale dal popolo cinese essendo l’ingrediente principale della famosa zuppa. Questa pietanza è consumata da tempo immemorabile, spesso  ed in quantità abbondanti in quanto i cinesi riconoscono derivanti da essa dei  benefici sotto il profilo della salute. Il fatto che essa venga consumata da moltissimi anni dimostra chiaramente che le pinne di cartilagine di squalo sono prive di tossicità e di effetti collaterali negativi. E’ inoltre interessante notare che l’incidenza di molte patologie e di alcuni tipi di tumori (soprattutto quello mammario) è statisticamente molto minore in Cina che negli Stati Uniti e che gli scienziati pensano sia da attribuire proprio a fattori dietetici.
 
 
Primi studi sulla cartilagine di squalo
 Langer e Lee iniziarono pertanto un nuovo studio (2) ed impiantarono posteriormente alla cornea delle cellule tumorali e degli estratti di cartilagine di  squalo in dei conigli bianchi e solamente cellule tumorali in un gruppo di controllo di altri conigli bianchi. I risultati furono ottimistici. La crescita tumorale era comparsa solamente nei conigli del gruppo di controllo in quanto nei conigli trattati con la cartilagine di Squalo la vascolarizzazione era inferiore sino ad un 75%. Tali ricerche si svolsero nell’arco di 19 giorni ma la crescita  tumorale avvenne solo dal quattordicesimo giorno cioè da quando la rete vasale era già completamente formata. Nel medesimo studio fu anche scoperto che essendo la cartilagine di Squalo più pulita da tessuti adiposi essa richiedeva una purificazione inferiore. Si scoprì che con 500 g. di cartilagine di Vitello si poteva ricavare 1 mg. di sostanza capace di inibire sino al 70% dello sviluppo  vasale e che invece con solamente un millesimo cioè 0,5 g. di cartilagine di Squalo si poteva ricavare la stessa quantità di agente inibitore dell’angiogenesi. In pratica la cartilagine di squalo è 1000 volte più potente di quella bovina.
Dopo la pubblicazione vi fu un grande entusiasmo nei ricercatori che si applicavano alla cartilagine di Squalo essendo essa sicuramente più potente e più facilmente purificabile.
 
Ulteriori conferme
 Langer nel 1990 pubblicò un lavoro su ‘Science’ in cui attraverso la procedura di esame della membrana corioallantoidea di pollo (CAM) si dimostrava in esperimenti ripetuti la prevenzione della neovascolarizzazione a mezzo della cartilagine bovina.(3). Questi risultati incoraggianti stimolarono ulteriori esperimenti fra cui quelli condotti all’Institut Jules Bordet di Bruxelles da Ghonem Atossi che confermò inizialmente l’atossicità della Cartilagine di Squalo sui topi e successivamente la riduzione del 17% di neoplasie impiantate con eterotrapianto sempre su topi contro un aumento del 200% delle  neoplasie impiantate sugli animali di controllo. Ciò era avvenuto nutrendo con Cartilagine di Squalo in polvere in sospensione acquosa per via orale gli animali e non a mezzo di farmaci o principi attivi estratti dalla Cartilagine.
 
Caratteristiche della cartilagine di squalo
Le analisi chimiche dimostrano che nella cartilagine di squalo sono contenuti circa il 41% di ceneri, il  46% di proteine, il 5% di carboidrati, il 0,5 % di lipidi ed un residuo di acqua. Le ceneri sono costituite  da calcio e fosforo e praticamente esenti da metalli pesanti in quanto, essendo la cartilagine  avascolarizzata, non vi è modo che essi vi si depositino.
La cartilagine deve essere prodotta con un procedimento a bassa temperatura e tecnologie innovative che permettano di garantire l’integrità dei costituenti e l’assenza di contaminazione batterica.Una considerazione molto importante è che il procedimento di produzione della  cartilagine di squalo, se errato, può inibire anche totalmente le proteine contenute in essa ed inoltre la  polverizzazione deve essere attentamente controllata in quanto bisogna che la polvere di cartilagine  sia molto fine affinchè venga assorbita, per endocitosi, il prima possibile onde evitare che gli enzimi  proteolitici la riducano in semplici amminoacidi.
 
 
La cartilagine di squalo e le malattie degenerative
 
L’artrite reumatoide, l’osteoartrite, la psoriasi, la retinopatia maculare essudativa, il glaucoma neovascolare, sono alcune delle patologie più comuni correlate con l’angiogenesi e, pertanto, risulterebbero controllabili mediante l’uso di inibitori dell’angiogenesi, come la cartilagine di squalo.
 
L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria che interessa prevalentemente le articolazioni e decorre spesso in deformazioni articolari , compromissione dei muscoli e distruzione di tessuti cartilaginei ed ossei. Essa è sempre associata ad un quadro molto pessimistico in quanto ad oggi non  esiste alcuna cura che ne garantisca la guarigione. Il normale trattamento di questa malattia è quasi  sempre limitato all’utilizzo di analgesici oppure in ultima analisi all’intervento chirurgico con impianto  di protesi. Detto intervento, considerando che viene normalmente eseguito su persone anziane e su più parti del corpo, non è chiaramente esente da rischi di infezione o mortalità. È stato dimostrato che la cartilagine di squalo è un potente agente anti-infiammatorio non tossico. Ancora più, combinato con la proprietà di inibire l'angiogenesi, la cartilagine di squalo può provvedere non solo all'alleviamento dell'infiammazione ma anche a inibire la vascolarizzazione della cartilagine nelle nostre articolazioni che è spasso associata a casi avanzati di osteo artrite reumatoide.
Nelle artrosi questo effetto sinergico arresta  l’infiammazione, il dolore e l’ulteriore distruzione cartilaginea, come hanno dimostrato molte indagini cliniche. .
 Molti dei ricercatori sono d'accordo che la componente primordiale anti-infiammatoria della cartilagine di squalo è una famiglia di carboidrati complessi chiamati mucopolisaccaridi o GAG. Due membri di questa famiglia, sulfato di controitina A e C, sono spesso usati dai praticanti di medicina nutrizionale per controllare le infiammazioni.
Però, per alcune ragioni, la cartilagine di squalo pare essere più efficace che l'uso di mucopolisaccaridi raffinati.
I ricercatori non hanno saputo spiegare questo fenomeno, però sospettano che sia relativo a un componente non identificato sito nella cartilagine di squalo. Gli squali hanno potenti sistemi di immunità i quali producono anticorpi che possono combattere con soddisfazione un numero di agenti aggressori, non solo batteri e virus, ma anche certi prodotti chimici  che possono uccidere esseri umani. Spesso i disturbi di tipo infiammatorio sono associati con il mal funzionamento immunologico, forse una sostanza immunoregolatrice sta curando e adeguando un effetto sinergetico con i mucopolisaccaridi.
Il lavoro iniziale su cartilagine di squalo e infiammazione fu portato a termine nel 1985 dal Dr. Serge Orloff M.D.,un professore di reumatologia dell'Ospedale dell'Universita di Bruxelles, in Belgio, segretario generale esecutivo della Lega internazionale contro il reumatismo. Il Dr. Orloff inizalmente usò polvere di cartilagine di squalo su di una paziente di 49 anni. I risultati furono importanti. La paziente presentava una malattia articolare degenerativa con affezione femoro-patellare al ginocchio. Il suo dolore globale diminuì del 50% dopo le prime 2 settimane e un altro 50% dopo 6 settimane di trattamento. Il risultato fu che la paziente poteva deambulare sulle due gambe e aveva i muscoli più fermi.
Il Dr. Orcasita, professore associato della divisione di farmacologia, scuola di medicina dell’università di Miami,somministrò la polvere di cartilagine di squalo tropicale a 6 pazienti con osteo-artrite. Il Dr. Orcasita scrisse nelle prime 3 settimane che i pazienti stavano prendendo un totale di 12 capsule al giorno da 740 mg ognuna.
La quantità di capsule fu ridotta a 6 nelle seguenti 5 settimane. Tutti i pazienti dimostrarono un calo del dolore di 4 o 5 punti su una scala di 10 punti.
(0 = nessun dolore importante) eccetto un paziente che presentò solo un leggero sollievo da 9 a 8 punti.
 Il paziente che dimostrò il calo minore del dolore, riferì che prima dell’esperimento aveva bisogno di prendere un pastiglia di Felden ogni giorno. In seguito con cartilagine di squalo dimezzò la cura , dimezzando la dose.
 
Un ultimo punto:  il Dr. Orcasita scrisse :
- Un paziente che aveva diagnosi di eczema ad ambedue le mani mostrò un notevole miglioramento dopo aver ingerito cartilagine di squalo tropicale.
 
Assunzione di cartilagine di squalo tropicale da parte di pazienti costretti a letto da osteo-artrite:
 
La cartilagine di squalo tropicale, somministrata oralmente produce risultati impressionanti  :  su 8 dei 10 pazienti costretti a letto con osteo-artrite a San José - Costa Rical Dr. Carlos Alpizar, M.D., direttore del programma geriatrico nazionale, scoprì che dopo alcune settimane 8 dei pazienti erano di nuovo in grado di camminare.
 
 Studio a lungo termine sulla somministrazione di cartilagine tropicale in osteo-artriti .
 
Il Dr. Rejohlec M.D., professore associato, direttore del dipartimento di medicina interna e reumatologia della facoltà di medicina dell’Università di Charles, condusse uno studio della durata di 5 anni su 3 gruppi, per un totale di 147, pazienti con osteo-artrite. Due di questi gruppi ricevettero variazioni di estratto di cartilagine di squalo, l’altro gruppo (controllo) ricevette un placebo. Il gruppo placebo fu autorizzato ad utilizzare vari medicamenti (A.I.N.S.O.) anti-infiammatori non steroidi durante la malattia.
I risultati furono eccezionali. Il gruppo trattato con cartilagine aveva una media del  85 % di scomparsa rapida del dolore, mentre che la media del dolore, nel gruppo di controllo si abbassò
nell’arco di 5 anni. Più importante ancora, la degenerazione fu significativamente minore nel gruppo trattato con cartilagine di squalo tropicale. Alla fine dei 5 anni la degenerazione delle articolazioni nel gruppo trattato con cartilagine fu il 37 % inferiore al gruppo di controllo (trattato con placebeo).
 
Altre applicazioni anti-infiammatorie:
 Nonostante l’informazione sia generalmente anedottica, risultati simili furono osservati in pazienti con disturbi infiammatori tali, come psoriasi, eczema, lupus eritematoso, discoide e problemi associati con le malattie del Lyme.
In tutti i casi ogni dottore notò l’assenza di qualsiasi effetto secondario. Uno dei reclami più comuni nei consumatori di medicamenti (A.I.N.S.)  furono i suoi effetti secondari quali problemi allo stomaco.
 
Osteo-artriti e angiogenesi:
Pare esserci una relazione, tra l’angiogenesi e la progressione osteo-artritica. I Dottori Robert A.Brown e Jaqueline B. Weiss, scrivendo in “ Annals of reumatic siseases ” spiegano che l’angiogenesi  gioca una parte importante nella classificazione delle unioni cartilaginose. Una cartilagine normale non ha vasi sanguigni. Il fluido sinoviale (fluido delle articolazioni) di pazienti con osteo-artriti, contiene una sostanza chiamata ESAF (Fattore cellulare endoteliare stimolatore dell’angiogenesi).
La presenza di questo fattore è associata con la vascolarizzazione e la degradazione dell’articolazione della cartilagine. Pertanto bloccare l’angiogenesi con la cartilagine di squalo tropicale offre un promettente effetto, nella rigenerazione della cartilagine delle articolazioni e del processo osteo-artritico.
I differenti ricercatori riferirono risultati positivi, per l’ 80 % dei casi. Si deve notare che la media dei risultati dipende dal tipo di infiammazioni presenti.
L'integrazione di Cartilagine di Squalo nelle diete di persone anziane ha dato dei risultati sorprendenti: una diminuzione dei dolori articolari, un aiuto per la risoluzione dei problemi infiammatori e un aumento della libertà nei movimenti.
Una conferma dell'efficacia nel ridurre in pazienti artritici il dolore e l'infiammazione, senza provocare   effetti collaterali, viene da un lavoro scientifico estratto da "12 THERAPEUTIC
BENEFITS OF SHARK CARTILAGE" Tawnsend letter June 1989.
 
Alcune patologie oculari
Vi sono molti ricercatori che stanno seguendo i risvolti dell’angiogenesi in alcune patologie oculari quali la degenerazione maculare, la retinopatia diabetica e l’occlusione venosa. Essendo le predette patologie caratterizzate da crescita di nuovi vasi a livello retinico, sembrerebbe logico che, in condizioni fisiologiche normali vi siano dei meccanismi che impediscano l’angiogenesi di microvasi retinici. La possibile soppressione di questi meccanismi  consentirebbe lo sviluppo di patologie oculari. Nella degenerazione maculare  essudativa, ad esempio, vi è una proliferazione di vasi sanguigni che,  sanguinando al di sotto dell’area retinica centrale, causano lesioni, formazione di tessuto cicatriziale ed infine cecità. Non è ancora chiaro perchè ciò avvenga, ma è invece necessario rimuovere il problema dei vasi sanguinanti non  potendo le cellule maculari fotosensibili ripararsi in presenza di danni causati dai vasi sanguinanti. Attualmente si ricorre al laser che, cauterizzando i nuovi vasi in fase iniziale della malattia, evita le ulteriori lesioni della retina.
Detto  procedimento oltre ad essere molto costoso ed impreciso deve essere costantemente ripetuto perchè vi è come suddetto una costante crescita di nuovi vasi. Pertanto l’eventuale impiego di cartilagine di squalo quale inibitore dell’angiogenesi, prodotto naturale e poco costoso è sicuramente preferibile.
 
La cartilagine di squalo e le malattie della pelle – la psoriasi
Shark Powder, cartilagine di squalo, oltre ad avere un alto contenuto di proteine e minerali, possiede una buona concentrazione di collagene. Per tanto, questo prodotto si rivela molto utile anche per il trattamento di alcune malattie della pelle e per mantenere più a lungo la propria elasticità.
Una delle patologia epidermiche più diffusa è la psoriasi; essa interessa, per quanto possa essere diagnosticata in tutte le parti del corpo, maggiormente il cuoio capelluto, i gomiti e le ginocchia. La psoriasi è caratterizzata da crescita eccessiva dello strato cutaneo esterno e desquamazione dello stesso e sembra  che ciò sia dovuto ad alterazioni dello sviluppo del letto capillare.
 Il trattamento dello psoriasi prevede normalmente l’applicazione di creme contenenti corticosteroidi, preparati a base di catrame minerale ed in alcuni casi gravi si ricorre al methotrexate, farmaco che  determina spesso danni al fegato. Tutte le suddette terapie hanno risultati poco soddisfacenti.
L’impiego di cartilagine, specialmente quella di squalo, che ricordiamo è circa 1000 volte più potent  di quella bovina come inibitore della angiogenesi, ha anche in questa patologia avuto molti successi.
Anche per la psoriasi sono state eseguite molte ricerche con risvolti positivi(5) ed una delle più recenti  è quella eseguita nel 1992 da Jergen Oberle, medico tedesco che trattò alcuni casi di psoriasi  avanzata con cartilagine di squalo ottenendo una risposta soddisfacente in 4-6 settimane di trattamento. Con il trattamento di cartilagine di squalo il prurito e la desquamazione sono i primi sintomi a scomparire lasciando una cute che sembra maggiormente arrossata essendo meglio visibile il letto capillare; anche l’arrossamento dopo circa 60 - 90 giorni tenderà lentamente a scomparire.
 
La cartilagine di squalo e l’asma bronchiale
Con l'età, gli alveoli bronchiali si irrigidiscono diminuendo l'espansione degli stessi. L'elastina contenuta nella cartilagine di squalo tropicale, agisce a livello di rilassamento delle cartilagini sclerosate dei bronchi e della cassa toracica. La cartilagine di squalo, non cura direttamente gli attacchi d'asma, ma interviene su alcune delle sue cause.
 
La cartilagine di squalo nella medicina sportiva
Gli atleti sottoposti a intenso allenamento spesso hanno grandi problemi come infiammazioni alle articolazioni e dolori muscolari. Corse a lungo percorso e allenamento aerobico possono causare dolori e crampi.
Informazioni date da vari medici e atleti indicano che l'uso regolare della cartilagine di squalo pura, riduce significativamente l'incidenza del danno (strappi muscolari, infiammazioni alle articolazioni, rigidità, ecc...) e più interessante ancora: la durata di un danno esistente può essere significativamente ridotta dall'uso di cartilagine di squalo. 
 Gli atleti che attualmente usano aspirina o Ibuprofen per combattere le infiammazioni possono trarre maggior benefici, usando Shark Powder, pura cartilagine di squalo neo zelandese.
 La cartilagine di squalo e' una fonte molto ricca di calcio e fosforo e inoltre ha tra i suoi componenti i carboidrati mucopolisaccaridi; pero' è indubbiamente la grande quantita' di proteine che contiene ciò che fa di questo prodotto un grande complemento nutritivo. 
 Inoltre la cartilagine di squalo contiene un alto contenuto di collagene che, con la proteina, è un grande alleato di pelle e tendini. E' infatti consigliato l'utilizzo del prodotto anche a quelle persone sofferenti di tendiniti o distorsioni che in chi pratica sport sono spesso frequenti.
 
La cartilagine di squalo nella medicina veterinaria
I cani sono particolarmente utili nella valutazione di sostanze biologiche attive, come la cartilagine di squalo, perché sicuramente non mostrano l'effetto placebo che usualmente si può riscontrare negli uomini.
 
Estratto dal libro "Gli squali non si ammalano di cancro"
 
.... talora i cani non riescono a vivere interamente la loro vita:
l'artrite può essere tanto invalidante e debilitante che i loro proprietari, non sopportando più di vederli sofrire, scelgono di  sopprimerli. Nella speranza di evitare questa eventualità, i proprietari di una decina di cani hanno partecipato agli studi di  Jacques Rauis, veterinario di Bruxelles, nonchè membro della facoltà di medicina dell'Università di Liegi. Egli riferì i risultati delle ricerche durante lo Small Animal Veterinary Congress svoltosi a Manchester, in Inghilterra, nel 1991.
La sua prima indagine, condotta su dieci cani, tutti marcatamente zoppicanti per la malattia, prevedeva la somministrazione di cartilagine di squalo quale trattamento dell'osteoartrite secondaria. A ogni cane vennero somministrati 750 mg. di cartilagine per ogni 5 Kg. di peso corporeo per 3 settimane. La polvere veniva aggiunta al cibo. Durante il periodo sperimentale non vennero  somministrati integratori alimentari nè altre terapie. Ogni cane fu valutato in base a 6 parametri, secondo i quali veniva poi  assegnato un punteggio compreso fra 0 e 5. I 6 parametri considerati erano: edema locale e dolore, atrofia muscolare, crepitii articolari, zoppicamento prima di iniziare l'attività, zoppicamento dopo l'inizio dell'attività, difficolta di superamento di un ostacolo. La tabella riassume i dati precedenti e successivi al trattamento. I cani furono esaminati a 8,15,21 e 36  giorni e, nuovamente, a 2 settimane di distanza dalla fine del trattamento. Rauis osservò subito diminuzioni drastiche dei  segni della malattia: lo zoppicamento era scomparso e la capacità di superare gli ostacoli risultò incredibilmente aumentata, l'edema, il dolore e l'immobilità erano irrilevanti. Solo in 2 casi non vennero registrati miglioramenti. I proprietari riferirono che gli animali saltavano "come non mai" ed erano "molto più vivaci e felici". In tutti i casi, quando la terapia venne sospesa,  dopo il ventunesimo giorno, si noto un ritorno alle condizioni iniziali nell'arco di 15 giorni. Dopo aver aggiunto nuovamente la cartilagine di squalo alla dieta degli animali, il miglioramento parve più significativo e più rapido del precedente. Esso inoltre fu ottenuto con metà della dose originaria.
 
 
Edema
locale
Atrofia
Muscolare
Crepitii
articolari
Zoppicamento
prima
Zoppicamento
dopo
Superamento
ostacolo
 
 
 
 
 
 
 
Cane 1
5/3
2/2
4/2
3/1
3/1
5/4
Cane 2
3/1
3/3
4/3
5/3
5/3
5/3
Cane 3
3/0
1/1
1/1
2/0
2/1
4/2
Cane 4
3/0
3/3
3/3
3/2
4/2
5/1
Cane 5
1/1
0/0
3/2
3/2
2/1
3/2
Cane 6
1/0
1/1
3/0
2/2
3/2
3/2
Cane 7
3/0
3/3
4/2
5/1
4/2
5/3
Cane 8
3/1
3/3
3/3
3/2
3/2
4/2
Cane 9
1/1
2/2
3/3
3/2
2/2
3/3
Cane 10
4/2
2/1
2/2
2/1
2/1
4/2
 
 
Ben B.Dow, veterinario nel Vermont, ha somministrato la cartilagine di squalo a cani anziani e ha scritto le seguenti parole:
"Utilizzo la cartilagine di squalo e, in 25 anni di esperienza professionale, devo ammettere di aver ottenuto con essa risultati migliori di quelli registrati con tutti gli altri farmaci antiartritici a nostra disposizione. Tutti gli steroidi hanno, infatti, molti effetti collaterali che, talora, sono peggiori della condizione morbosa stessa. Le indagini condotte su cani confermano i risultati ottenuti sull'uomo ed eliminano la possibilità che essi siano di natura psicologica piuttosto che fisiologica. Tali dati indicano che la cartilagine di squalo è un alimento naturale atossico capace di alleviare il dolore causato dalle malattie artritiche.
 
Somministrazione
I dosaggi di Cartilagine di Squalo in polvere nel caso di forme altamente degenerative come aiuto
per poter tornare alle normali condizioni fisiologiche sembra che siano da stimarsi intorno ai 1,2 g. per ogni kg di peso corporeo al giorno da somministrarsi almeno nelle prime fasi a mezzo di enteroclisma ritentivo e poi successivamente in forma mista sia orale che con enteroclisma.
 Nelle forme meno devastanti quali le artrosi, osteoartriti, artrite reumatoide, psoriasi, eczema, herpes, lupus, degenerazione maculare essudativa, retinopatia diabetica, non vi sono ancora delle indicazioni certe ma sembra in via sperimentale che nelle forme croniche delle suddette il  dosaggio sia di una capsula di 0,43 g per via orale per ogni 4 kg di peso corporeo al giorno da assumersi in 3 volte, almeno 30 minuti prima dei pasti, ogni 8 ore in modo che il principio  contenuto nella cartilagine sia a livello ematico costante. Qualora si volesse intervenire, non essendo la cartilagine un prodotto sintomatologico ma curativo, anche nelle forme acute delle suddette, si consiglia l’uso di una capsula di 0.43 g per ogni 2 kg di peso corporeo al giorno, con le  stesse modalità di somministrazione suddette, per un periodo di almeno 30 giorni, eventualmente associando, al bisogno, nei primi giorni di cura dei antidolorifici, per poi tornare ai dosaggi delle forme  croniche. Nel caso della psoriasi essendo normalmente in forma acuta non stabilizzata, il dosaggio  dovrà essere di una capsula di 0.43 g per ogni kg di peso corporeo per 42 giorni per poi , anche in  questo caso tornare al dosaggio delle forme croniche. Essendo in alcuni casi il numero delle  capsule abbastanza elevato è possibile aprirle e berne il contenuto aggiunto ad acqua oppure a  succo di frutta non acido.
 
Utilizzo della cartilagine di squalo presso un noto Studio Veterinario italiano.
Cucciolo Doberman maschio di circa 6 mesi con notevoli problemi osteoarticolari causati principalmente da una crescita molto rapida.Dopo numerosi tentativi con anti-infiammatori tradizionali, che davano un  risultato mediocre, veniva instaurata una terapia con Shark Powder alla dose di una compressa al giorno per  bocca per 2 mesi. Già dopo dieci giorni i risultati erano eccellenti e, al termine della cura, il soggetto non   presentava più alcun problema motorio.
Rottweiler femmina di anni 6, con gravi problemi motori dovuti sia alla notevole mole che al pavimento  liscio sul quale viveva abitualmente.Ripetute terapie anti-infiammatorie non davano risultati  apprezzabili.Veniva iniziata una terapia con Shark Powder, alla dose di due compresse al giorno. Dopo 8 giorni  l'animale era notevolmente migliorato, con recupero quasi completo della mobilità e della potenza.
Pastore Tedesco maschio di 15 mesi.Il cane presentava problemi di movimento, in particolare appariva  restio ad allungare il passo e la sua camminata risultava contratta ed incerta. Dopo 10 giorni di terapia con  Shark Powder alla dose di una compressa al giorno, i miglioramenti apparivano piu' che notevoli, sia in allungo che in potenza di falcata.
Rottweiler maschio di 14 mesi. L'animale, molto irruento, presentava dolori articolari diffusi, dovuti a  continui microtraumi provocati da scivolamenti su piastrelle. Dopo 10 giorni di terapia con Shark Powder alla dose di una compressa al giorno, la situazione era completamente normalizzata.
La terapia veniva comunque  prolungata alla dose di una compressa due volte la settimana per due mesi.
Pastore tedesco maschio anni 10.L'animale presentava un notevole indebolimento del treno posteriore,  con grave compromissione dei movimenti e delle funzione fisiologiche.Dopo un mese di terapia con Shark Powder alla dose di una compressa al giorno l'animale era migliorato notevolmente, riuscendo anche a correre e a  saltare.
Cucciolo di Alano maschio con gravi problemi deformativi a carico di tutte le articolazioni, causati da  macroscopici errori alimentari.Dopo 15 giorni di somministrazione di Shark Powder, alla dose di 2 compresse giornaliere, si registrava un notevole miglioramento sia del dolore che del movimento.
 
Di prossima distribuzione: Shark Doggy!
 
Gaia San International Ltdl ha studiato e formulato Shark Doggy, un nuovo integratore nutrizionale per il cane, concentrato di componenti specifici per riequilibrare e rivitalizzare il complesso meccanismo e funzionamento delle articolazioni Gaia San presenta una novità nel mondo degli integratori per animali da compagnia, la soluzione naturale ai problemi del cane anziano con difficoltà di movimento e alle necessità di sprint e resistenza del cane sportivo o da lavoro.
Shark Doggy  è un integratore nutrizionale per cani costituito da cartilagine di squalo pura al 100% in capsule. La cartilagine è un tessuto presente nelle articolazioni dei mammiferi, dove agisce come ammortizzatore e come superficie di scorrimento. Negli squali, l'intero scheletro è composto da cartilagine. La cartilagine di squalo possiede un'attività in grado di inibire lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni nei tessuti. Questa attività è mille volte più potente di quella di qualsiasi altro tipo di cartilagine.
Nelle patologie osteo-articolari, come ad esempio le artrosi, le artriti, i traumi da sforzo, una delle conseguenze più negative dell'infiammazione è la proliferazione di vasi sanguigni all'interno della cartilagine, normalmente non vascolarizzata.  Questo accelera la distruzione cartilaginea a causa dei piccoli vasi che invadono la cartilagine, la indeboliscono e predispongono alla sua frammentazione.
 
Nelle osteo-artriti, la cartilagine di squalo, inibendo questo processo, contribuisce a ridurre l'azione della cartilagine di squalo è efficace nelle fasi acute e precoci del fenomeno infiammatorio. Shark Doggy risulta utile negli animali affetti da artriti, osteo-artriti, displasie, artrosi, zoppie, Shark Doggy è un aiuto prezioso per i mille problemi di movimento che affliggono i cani un po' avanti con gli anni: difficoltà ad alzarsi dalla posizione sdraiata o seduta, difficoltà nel salire le scale, nel saltare piccoli ostacoli, dolore ai primi movimenti del mattino, stanchezza dopo pochi minuti di sforzo.
Nei cani sportivi o da lavoro (caccia, slitta, corsa, agility, ecc.), sono frequenti le patologie da sforzo: distorsioni e strappi muscolari, tendinei e legamentosi, contusioni, ecc..
Allenamento intensivo, sovraffaticamento, recupero insufficiente, allenamento troppo duro, alimentazione non sufficientemente energetica, mancato riscaldamento prima dello sforzo, sono tutti fattori che predispongono a patologie di questo tipo.
L'integrazione con cartilagine di squalo contribuisce ad accelerare la riparazione anatomica e funzionale delle articolazioni, riequilibrando e rinforzando la dinamica del movimento: dallo scatto alla resistenza.
La cartilagine di squalo è ricca in componenti minerali, è un'eccellente fonte di calcio e fosforo e di aminoacidi essenziali. Shark Doggy è in flacone da 60 capsule (1 cps/6 Kg di peso corporeo/al giorno per almeno 21 giorni). Shark Doggy non è un farmaco, è un prodotto di libera vendita, e rappresenta un aiuto tutto naturale, privo di tossicità ed effetti collaterali, per la salute ed il benessere del cane. Gaia San controlla attentamente ogni partita di cartilagine di squalo che entra nella preparazione di Shark Doggy, affinché non contenga sostanze tossiche o batteri. Shark Doggy non contiene additivi, coloranti o leganti ed è accuratamente deodorizzata per non risultare sgradevole all'olfatto.
Sanitherb, con la sua struttura di informatori tecnico-scientifici che copre l'Italia intera, Nord, Centro-Sud e Isole, sta presentando  Shark Doggy in tutti gli Ambulatori Veterinari per Animali da compagnia.
Gaia San è in grado di effettuare consegne rapide e puntuali su tutto il territorio nazionale e di offrire tutto il supporto tecnico necessario alla conoscenza del prodotto.
In occasione dei primi mesi vendita del prodotto, Gaia San propone un'offerta commerciale estremamente vantaggiosa per pet-shop e grossisti. Per ricevere materiale illustrativo su Shark Doggy o sui prodotti Gaia San di libera vendita, o per ricevere la visita del Vostro rappresentante di zona, potete contattare Gaia San International Ltdl
 
 
La cartilagine di squalo come coadiuvante nella terapia Antitumorale
Riscontri su pazienti con cancro avanzato trattati con materiale cartilaginoso naturale di squalo:
L'ipotesi che i tumori siano angiogenesi dipendenti, fu pubblicata da Folkman e co-autori nel 1987. Questa ipotesi stabilisce che una volta che il tumore si sia formato, qualsiasi incremento nella grandezza deve essere preceduto da un aumento nella rete vascolare che nutre il tumore. Nell'Ospedale Ernesto Conteras di Tijuana in Messico, partendo da questo presupposto otto pazienti con cancro avanzato (tra i 3 e i 6 mesi di vita) furono trattati con cartilagine di squalo sospendendo tutti gli altri trattamenti "convenzionali" (vedi esempi clinici). Degli 8 pazienti 7 (87%) risposero in forma altamente significativa al trattamento con cartilagine di squalo arrivando anche in tre casi (M.T.,36 anni con carcinoma periotenale, B.S.,eta' 62 anni con metastasi ossea e L.T.,48 anni con cancro cervico-uterino) a considerare i pazienti guariti.
Il Dr. Folkman ha dimostrato che se un tumore non può stabilire una propria rete di vasi sanguigni, fermerà la crescita, però riassumerà il suo rapido sviluppo quando la vascolarizzazione angiogenesi) lo permetta.
I primi seri indizi dell’impronta dell’inibizione dell’angiogenesi risultarono dai lavori di altri membri dell’équipe del  Dr. Folkman, il Dr. Robert Langer del MIT, scoprì che la cartilagine dello squalo tropicale contiene una sostanza fortemente inibitrice della crescita di nuovi vasi sanguigni dei tumori solidi, restringendo pertanto la crescita del tumore. Il Dr. Langer usò piccole pillole di un estratto di cartilagine di squalo comparando i grafici di tumori alla cornea di conigli, per vedere se la crescita dei vasi sanguigni si sarebbero ristretti. Lo sviluppo dei vasi sanguigni nel gruppo non trattato fu più alto che in quello trattato.
Questa inibizione dell’angiogenesi è associata ad una proteina, che fu trovata in una concentrazione mille volte maggiore, nella cartilagine di squalo tropicale che nella cartilagine di mammiferi o bovini (bestiame in generale).
Questi risultati danno luogo ad alcune domande : “  E’ di effetto trasferibile a umani o mammiferi ?  ” Prendere capsule o pastiglie di cartilagine di squalo tropicale invece di iniezioni è il metodo più conveniente di usare questa sostanza. I risultati degli studi fatti e portati a termeine dal Dr. G. Atassi dell’Istituto Jules Bordet di Bruxelles, uno dei maggiori e prestigiosi centri di ricerca del cancro in Europa, hanno dimostrato che la somministrazione orale è prticolarmente efficace.
 
Alcuni esempi di casi trattati e documentati scientificamente:
 
A topi immunodepressi (topi senza sistema immunitario e capacitati per accettare e sviluppare cancro umano), si è iniettato Melanoma umano. Dopo 2 giorni, a un gruppo venne data cartilagine di squalo tropicale in polvere per via orale, e all’altro gruppo (controllo) non fu somministrata. A 21 giorni dall’inizio del trattamento i tumori del gruppo di controllo crescevano sistematicamente mentre la proporzione nel gruppo trattato fu nulla. Questo illustra la relazione tra l’angiogenesi e la crescita tumorale.
Una volta che i vasi sanguigni sono stabilizzati, il tumore cresce rapidamente. Si noti l’indice di crescita negli ultimi 7 giorni. Dopo 21 giorni, i tumori del gruppo di controllo furono 2,5 volte la loro grandezza originale, mentre nel gruppo trattato, la crescita tumorale fu approssimativamente il 60% della grandezza iniziale, Si noti la quasi perfetta correlazione tra i risultati del Dr. Langer e del Dr. Atassi.
Un aspetto prezioso della cartilagine di squalo tropicale, comparato ad altri componenti della inibizione dell’angiogenesi, è la non tossicità. Altri composti che mostrano inibizione dell’angiogenesi possono causare importanti effetti secondari.
Dopo molti anni di ricerche non sono stati riscontrati casi di intossicazione nell’uso della cartilagine di squalo.
 
Inibizioni dell’angiogenesi e regresso dei tumori:
Spesso la localizzazione iniziale del tumore non significa pericolo di morte.
Patricio D’Amore, che lavora con il Dr. Folkman presso l’Ospedale dei Bambini di Harvard, pubblicò la teoria che la vascolarizzazione è essenzialmente necessaria per la stabilizzazione e l’aumento susseguente di metastasi; parrebbe ugualmente ovvio che l’inibizione della vascolarizzazione può essere una forma per prevenire la formazione di metastasi.
Inoltre l’inibizione dell’angiogenesi può essere una risposta alla regressione del tumore. Il Dr. Rakesh Jain, professore all’Università Garnigie Mellon, esperto in fisiologia dei tumori, spiega, in una recente pubblicazione del “JORNAL OF THE NATIONAL CANCER INSTITUTE” che la rete vascolare associata con tumori è solitamente debole disorganizzata e necessita quindi di un costante rinnovo e rimpiazzo.
Introdurre l’inibizione dell’angiogenesi con la speranza di ridurre la grandezza del tumore esistente, ha un senso logico, dovuto al fatto che la rete di sangue del tumore non è stata rimpiazzata. Necessitando di sangue, inizia a morire.
In conclusione, le proprietà dell’angiogenesi,della cartilagine di squalo tropicale, paiono fornire più di una speranza alla terapia futura. 
Chiunque abbia un rischio di sviluppare cancro deve prestare attenzione a questo prodotto per il trattamento di prevenzione.
 
Poichè la cartilagine di squalo è un alimento naturale, non tossico e senza controindicazioni può quindi essere usata in appoggio ad altre terapie già ampiamente usate ed accettate.
Vi sono casi tuttavia, in cui la Cartilagine di Squalo non dovrebbe essere usata. Essi sono legati a  quelle poche situazioni in cui l’angiogenesi ha risvolti positivi. Se ne  sconsiglia pertanto l’uso in base ad un semplice ragionamento logico in persone che abbiano subito un infarto, un intervento chirurgico recente, in caso di fratture, in donne in gravidanza oppure che desiderino concepire un figlio ed infine nei bambini in cui la rete vasale è in forte sviluppo.
Ovviamente nei soggetti notoriamente allergici al pesce di qualunque tipo…. Gli effetti allergici cesseranno non appena sospesa l’assunzione della cartilagine
 
Bibliografia:
 
        1.    Folkman, J., Tumor Angiogenesis: a Possible Control Point in Tumor Growth. Ann Intern Med 82:96-100, 1975.
        2.    Prudden, J.F., Balassa, L. The Biological Activity of Bovine Cartilage Preparations. Semin Arthritis Rheum  3:287-321, 1974.
        3.    Folkman, J. Klagsbrun. Angiogenic Factors. Science 235:442-447, 1987.
        4.    D'Amore, P.A., Angiogenesis as a Strategy for Antimetastasis.Semin Thrombosis Hemostasis 14:73-77, 1988.
        5.    Lane, I.W., Comac, L. “Sharks Don't Get Cancer”. Garden City, NY. Avery Publishing Group, 1992, updated 1993.
6.    Lane, I.W., Comac, L. “Sharks Still Don't Get Cancer”. Garden City, NY. Avery Publishing Group, 1996
7.    Brem, H.; Folkman, J.; "Inhibition of Tumor Angiogenesis Mediated by Cartilage", Journal of Experimental Medicine, 141, 1975, pp. 427-439
8.    Lee, A.; Langer R.; "Shark Cartilage Contains Inhibitors of Tumor Angiogenesis", Science, 221, 1983, pp. 1185-1187
9.    Moses, M.A.; Sudhalter, J.; Langer, R.; "Identification of an Inhibitor of Neovascularization From Cartilage" , Science, 248, 1990, pp. 1408-1410
10.  Maugh, T.H.; "Angiogenesis Inhibitors Link Many Diseases", Science, 212, 1981, pp. 1374-1375.Rheumatic Diseases, 47, 1988, pp. 881-885
11.  Rejholee, V.; "Long-Term Studies of Antisteoarthritic Drugs: An Assessment",Seminars in Arthritis and Rheumatism, 17, 1987, pp. 35-63
12.  Griffin, M.R.; Ray, W.A.; Schaffner, W.;"Nonsteroidal Anti-Inflammatory Drug Use and Death From Peptic Ulcer in Elder-ly Persons" , Annals of Internal Medicine, 1988.
13.  "Evaluation of the therapeutic benefits of shark cartilage", Steve Mal, M.D., Mabel Kwan,   B.Sc Phar, Ken Kan, B. Pharm e Charles Lam, B. Pharm. M.B.A. 1° dicembre 1993.
14.  Lane, I.W., Comac, L. “Gli Squali non si ammalano di cancro”. Edizioni Tecniche Nuove
 
 
 
 
 
Gaia San International Ltdl ha riassunto queste notizie da fonti di pubblico dominio con il solo scopo di discussione e divulgazione. Questo servizio non è inteso a fornire diagnosi o prescrizioni mediche, ne tantomeno terapie a patologie di esclusiva competenza medica.
In ogni caso in presenza di patologie di qualunque tipo, prima di assumere il prodotto consultare il proprio medico curante.
Gaia San International Ltdl declina ogni responsabilità sull'utilizzo delle informazioni contenute.
 
 
 
“La Repubblica” - Salute
 28 gennaio 1999
 
Il Congresso americano ha stanziato 2,5 milioni di dollari per verificarne l’efficacia sui tumori!Un anticancro dallo squalo…     Negli Usa esperimenti sulla sua cartilagine di Francesco Bottaccioli
 
Dopo tanto parlare sui soldi spesi per la sperimentazione sul metodo Di Bella, dopo tanto scherno (solo in Italia poteva accadere una cosa simile), dagli Stati Uniti arriva la notizia che il Congresso ha deliberato di stanziare 2,5 milioni di dollari (oltre 5 miliardi di lire) per verificare l’efficacia e la sicurezza della cartilagine di squalo nella terapia dei tumori.
Gli studi clinici dovrebbero iniziare quest’anno a cura del National Cancer Institute, l’ente governativo di ricerca sul cancro che fa parte dei National Institutes of Health (NIH). Qual è il fondamento scientifico della sperimentazione? 
Lo squalo è un animale molto resistente alle malattie. ’ Sembra che viva negli oceani del pianeta da centinaia di milioni di anni e che abbia un sistema immunitario a prova di bomba. Ripetutamente, i biologi marini hanno provato a trapiantare tumori nello squalo senza riuscirvi. Il segreto di questa resistenza starebbe nella cartilagine di cui è essenzialmente composto il suo scheletro.
Nel 1983 venne pubblicato su "Science" un articolo che annunciava la scoperta "dell’esistenza di una sostanza nella cartilagine dello squalo che inibisce la crescita di nuovi vasi sanguigni in un tumore solido". In pratica, la cartilagine di squalo funzionerebbe come antiangiogenetico, collocandosi quindi su una linea avanzata di ricerca: quella recentemente portata alla ribalta dai lavori sull’endostatina dell’oncologo americano Judah Folkman.
Quindi lo studio, che verrà realizzato con la presenza di un gruppo placebo, ha elementi di plausibilità scientifica, è però anche vero che i membri del Congresso statunitense sono sempre più colpiti dalla larga diffusione nel loro paese delle terapie alternative in generale e di quelle del cancro in particolare.
La rivista dei medici americani (JAMA) ha recentemente stabilito che nel corso del 1997 il 42 per cento degli americani ha fatto ricorso alle medicine non convenzionali. Si calcola inoltre che circa 50.000 cittadini statunitensi attualmente assumano cartilagine di squalo acquistata nei drugstore.
Del resto le istituzioni americane sono da tempo sensibili alla insoddisfazione dell’opinione pubblica nei confronti delle terapie oncologiche standard, che portò, nel giugno del 1986, il deputato newyorkese di origine italiana Guy Molinari a presentare al Congresso la richiesta di un’inchiesta sulle terapie antitumorali alternative.
Il Congresso affidò ad un suo speciale ufficio di ricerca, OTA (Ufficio di valutazione tecnologica) questo lavoro che durò quattro anni e si concluse con 300 pagine di rapporto. Dopo aver letto questo rapporto, i congressisti invitarono il National Cancer Institute a destinare una parte degli ingenti finanziamenti, che ogni anno riceve, alla ricerca sulle terapie alternative. I dirigenti del NCI si guardarono bene dal seguire la raccomandazione, ma la storia non finisce qui.
Nel 1992 il Congresso deliberò l’istituzione, presso i National Institutes of Health, dell’Ufficio per la medicina alternativa (OAM) con il compito di sottoporre a verifica scientifica le varie medicine e trattamenti non convenzionali.
Per l’anno 1993 l’Ufficio ebbe uno stanziamento di 2 milioni di dollari, adesso, per l’anno 1999, ha ricevuto uno stanziamento di 50 milioni di dollari (circa 100 miliardi di lire).
C’è di più: il Congresso ha anche deciso di trasformare l’Ufficio in un Centro, che d’ora in poi si chiamerà Centro Nazionale per la Medicina Complementare e Alternativa (NCCAM), un passo intermedio per la definitiva equiparazione della struttura agli altri Institutes dei NIH.